martedì 11 marzo 2008

Liberi di torturare. G.W. Bush segna ancora la sua presidenza

George W. Bush, è riuscito a segnare nuovamente la sua presidenza degli USA, continuando sulla scia dell'assoluto mancato rispetto delle dignità umana.
Questa volta, il presidente USA ha posto il suo veto alla proposta di legge del Senato americano, di limitare la tortura inflitta negli interrogatori condotti dalla Cia.
Attenzione: quella legge non avrebbe abolito queste pratiche inumane, ma ne avrebbe solo limitato il numero di quelle consentite e considerate "leggere". Tra queste figura il waterboarding (una simulazione di annegamento), considerata essenziale nell'attività di intelligence.
Secondo i sostenitori delle torture leggere, si tratterebbe di tecniche che non dovrebbero arrecare danni permanenti.

In realtà, i danni provocati dalle "torture leggere", sono del tutto simili ai danni da stress post traumatico, provocati alle vittime di torture fisiche. Queste considerazioni sono state le risultanze di uno studio condotto da Metin Basoglu del King’s College di Londra, pubblicato sull'Archives of General Psychiatry ed offerto a consultazione gratuita.

Questo veto dello sceriffo americano George W. Bush, dimostra quanta strada ancora rimane da fare, affinchè la dignità umana sia considerata un valore irrinuciabile, in ogni luogo della terra. Una nuova macchia si è aggiunta sull'amministrazione Bush, che ha deciso che per condurre la "guerra al Terrore", debba essere utilizzato qualsiasi metodo, compresi quelli che calpestano il rispetto per la dignità umana.
Ricordiamocelo, prima di sostenere un presunto alto valore morale dell'amministrazione americana, nella difesa della democrazia mondiale. Chi sostiene pratiche di tortura fisica o psichica, non può essere incluso nell'alveo della civiltà umana, nemmeno quando si tratta dell'imperatore americano George Walker Bush.

2 commenti:

Riverinflood 11 marzo 2008 17:10  

La tortura è inumana... ma dimmi, lo tortureresti uno come Bush?

Crocco1830 11 marzo 2008 18:56  

Guarda, se avessi risposto a caldo, avrei detto: "Certamente!". Ma sai, riflettendo, rispondo che no, nemmeno uno come lui.
Le "giustificazioni" per eseguire pratiche come la tortura, ma anche la pena di morte, possono essere facilmente estese in maniera indiscriminata. E' necessario perciò stabilire che la dignità umana deve rimanere inviolata, sempre.
Ciao!

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