giovedì 12 giugno 2008

Ieri 10 morti sul lavoro. E' una vergogna.

Riporto una e-mail che Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico e
Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, mi ha inviato e che condivido pienamente.
Approfitto per un ringraziamento personale a Marco, per il suo impegno costante e su ogni fronte (dalle lettere aperte al Presidente della Repubblica, alla partecipazione all'ultimo V-day di Grillo), per denunciare situazioni di profonde carenze nel sistema della prevenzione e protezione dei lavoratori.

"Io ho un dono, qualcuno potrebbe considerarlo un difetto, cioè quello di parlare chiaro:

Nella sola giornata di oggi sono morti sul lavoro dieci operai. Si, avete letto bene, 10 operai.
Leggendo le varie agenzie di stampa, mi sarei aspettato, almeno questa volta, dei fatti concreti da parte dei politici, sindacati, per fermare queste stragi sul lavoro, invece, le solite parole di circostanza.
Neanche questa volta i sindacati confederali proclameranno uno sciopero generale di 8 ore con manifestazione nazionale a Roma, per dare un segnale forte e dire BASTA a queste stragi sul lavoro, anzi domani si siederanno ad un tavolo con il Ministro del Lavoro Sacconi, con le imprese, per trovare una soluzione alle morti sul lavoro.
Bisogna ricordarlo, perchè queste cose io non posso dimenticarle, che il Ministro del Lavoro Sacconi, fino a domenica 8 giugno, andava dicendo (davanti a giovani imprenditori a Santa Margherita Ligure), che bisogna modificare il testo unico per la sicurezza sul lavoro, "perché la sicurezza non può essere sostenuta da odiosi incrementi di adempimenti formali e da sanzioni sproporzionate".
Voglio proprio vedere se lo ripeterà anche domani, dopo i 10 operai morti nella giornata di oggi.
La verità, anche a costo di ripeterlo fino allo spasimo, è che in Italia manca la cultura della sicurezza sul lavoro, sia nei lavoratori, che nei datori di lavoro, ma soprattutto mancano i controlli, perchè il personale ispettivo della Asl (tecnici della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro) è ridotto all'osso (circa 2 mila ispettori), con circa 5 milioni di aziende da controllare.
Bisogna smetterla di fare le parole, e fare una cosa subito, fin da domani: un decreto che sblocchi l'assunzione dei tecnici della prevenzione dell'Asl, che includa la sicurezza sul lavoro come materia d'insegnamento fin dal prossimo anno scolastico (partendo dalle scuole elementari), il carcere per gli imprenditori che sono responsabili di infortuni gravi o mortali.

Non voglio più leggere di sentenze come quella, che per la morte di un operaio di 23 anni (Andrea Gagliardoni, figlio di una mia amica, morto con il cranio schiacciato in una pressa tampografica), i due imputati, amministratore delegato dell'Asoplast, e quello della ditta costruttrice della pressa, sono stati condannati a 8 mesi con la condizionale, con sospensione della pena.
E' una vergogna!!!

Marco Bazzoni-Operaio metalmeccanico e
Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.



3 commenti:

zapatos 12 giugno 2008 19:25  

Il lavoro fa più morti della guerra ed è una vergogna sentir dire che gli operai morti a Mineo dentro la botola non dovevano essere lì.

il Russo 12 giugno 2008 20:08  

Sono d'accordissimo con Marco, leggere della sentenza sulla morte di Andrea Gagliardoni fà venire da vomitare, che stato di merda quello che non riesce a far giustizia per la morte dei suoi figli lavoratori...

Crocco1830 13 giugno 2008 15:54  

@ zapatos: un respiratore con bombola per l'ossigeno, costa meno di 1000 euro. A quanto pare, per qualcuno la vita di un operaio vale meno!

@ il russo: una sentenza scnadalosa e drammaticamente e vergognosamente comune.

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