venerdì 13 giugno 2008

La classe operaia esiste e va in paradiso ... troppo presto

Esiste ancora la classe operaia? Certo che esiste, per quanto si cerchi di nasconderla, di mimetizzarla. Nonostante i proclami di pace sociale, di inventati interessi comuni tra lavoratori e padroni, ancora la classe operaia esiste e si distingue dalla classe padronale.
Se c'è qualcuno che la crede superata, finita; se ancora qualcuno si ostina a ripetere che la classe operaia è un concetto anacronistico; vada a farsi un giro in un'acciaieria, dove si brucia vivi per l'assenza di mezzi antincendio; provi a sentire quali veleni si respirano all'interno di un depuratore, se non si dispongono di respiratori; che provi a compiere un volo di decine di metri per un ponteggio che crolla sotto i piedi. Provi tutto questo chi si ostina a dire che la classe operaia non esiste.
Della classe operaia facevano parte anche le 474 vittime del lavoro dall'inizio di quest'anno, per le quali nessuno si è sentito in dovere di spendere una sola parola. Non sono meritevoli della pietà umana, perchè non sono morti insieme, ma ognuno nel proprio posto di lavoro, a chilometri di distanza l'uno dall'altro.
La classe operaia esiste e ne fanno parte tutti quei lavoratori, che ogni giorno rischiano la propria vita e muoiono per pochi euro al mese, per fare il profitto di chi li tiene nella miseria.
La classe operaia esiste e ne fanno parte milioni di persone in carne ed ossa, spesso malvisti e maltrattati, sfruttati e sottopagati, fino ad essere anche uccisi da un lavoro che risponde solo alla logica del profitto di chi li tiene come animali da soma.
La classe operaia esiste e ne fanno parte tutti quei lavoratori che sono costretti ad una vita d'inferno in questo mondo, che vanno in paradiso troppo presto, un po' alla volta e nella peggiore, vergognosa indifferenza.

11 commenti:

Franca 13 giugno 2008 16:59  

Stavolta non sono d'accordo.
Esistono gli operai, ma non esiste più la classe operaia.
Quello spirito, il sentirsi tutti dalla stessa parte oggi non c'è più...

Crocco1830 13 giugno 2008 17:17  

Intendo la classe operaia, come strato sociale formato da operai che vivono una stessa condizione sociale ed economica.
Una classe purtroppo oggi atomizzata nelle coscienze, che ha perso perciò lo spirito di solidarietà che la contraddistingueva e che le ha permesso di vincere in passato diverse lotte sociali.

chearia 13 giugno 2008 17:36  

La classe operaia - nel senso che hai specificato in risposta a Franca, esiste, sono d'accordo. E' solo, per l'appunto, da intendere in modo diverso, perché è venuto a mancare quel che da sempre storicamente la contraddistingueva, ovvero proprio il senso di appartenenza in nome del quale si portavano avanti lotte sociali fondamentali traendo forza dall'aggregazione e dalla condivisione di riconoscimenti, bisogni e rivendicazioni comuni. Oggi è vero, questo senso di appartenenza e condivisione non c'è più, ma di sicuro condizione sociale ed economica sono ancora (tristemente) un comun denominatore.

il Russo 13 giugno 2008 19:05  

Vanno in paradiso sì, ma dopo una vita d'inferno...

Tisbe 13 giugno 2008 21:10  

Non lo so, ho delle serie perplessità riguardo la lotta di classe. Di certo, oggi gli operai non sono rappresentati né da un partito, né dai sindacati

Pellescura 14 giugno 2008 09:58  

All'operaio gli è stato fatto credere che la sua dignità si acquistava al media word con un tv lcd.

Comicomix 14 giugno 2008 14:07  

Purtroppo credo anch'io, come Franca, che la classe operaia in quanto classe sia sparita.

Gli operai invece ci sono ancora. Ma si limitano a pensare a sopravvivere

^_^

Riverinflood 15 giugno 2008 14:01  

Il lavoratore morto all'Enel di Termini Imerese, io lo conoscevo. Adesso ha lasciato questa vita di sacrifici, sacrificando tutta la sua famiglia.

Crocco1830 16 giugno 2008 08:44  

@ chearia: forse quindi, occorre innanzitutto riappropriarsi della coscienza della propria condizione sociale ed economica.

@ il russo: esatto. Dopo una vita d'inferno, un paradiso conquistato troppo presto.

@ tisbe: sono d'accordo sulla rappresentanza "istituzionale" dei lavoratori, che non esiste più. Lotta di classe? Credo non possa non esistere ... ma oggi credo debba assumere un'analisi più ampia che in passato.

@ pellescura: esatto. Il benessere ricercato attraverso il consumismo, ha fatto il gioco del capitale.

@ comicomix: certo, da quel punto di vista lo credo anch'io, proprio perchè si è perso il sentimento solidaristico proprio della classe.

@ riverinflood: mi dispiace molto. La coscienza di classe di cui parliamo, dovrebbe farci indignare per la vita di sacrifici che i lavoratori sono costretti a subire in vita, e della morte che sopraggiunge troppo presto ... ed il destino non c'entra niente!

bruno 16 giugno 2008 09:17  

Quanto succede quotidianamente è lì a dimostrare quanto ci sia da fare per la sicurezza, il riscatto del lavoro e la giustizia sociale.
La classe operaia c'è.
Le trasformazioni sociali, i mutamenti sociopolitici nel lavoro e nella vita civile, la globalizzazione hanno mutato riferimenti e modi di essere.
Questo vale anche per gli operai.
Non è mai esistita una età dell'oro nella quale la classe operaia, tutta unita e solidale marciava a falangi serrate verso il sole dell'avvenire.
Ci sono state fasi, in ogni paese diverse e con capacità diverse di organizzarsi e rivendicare.
Oggi sia per le modificazioni produtttive che per la maggior articolazione della società viviamo una fase di difficoltà
In Italia, anche in Europa, la destra pare avere imboccato strade capaci di conquistare consensi, nella sinistra e fra i lavoratori ancora non s'è determinata una analoga capacità.
Certo che la lotta di classe intesa come scontro fra borghesi e proletari non è riproponibile.

Crocco1830 16 giugno 2008 12:13  

@ bruno: ottima analisi bruno, alla quale non c'è da aggiungere altro. Se non, da parte mia, che sono d'accordo.

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