lunedì 21 aprile 2008

Ditemi voi se questa è giustizia

[Da Marco Bazzoni, Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, ricevo la lettera di Graziella Marota, mamma di Andrea Gagliardoni, un ragazzo di soli 24 anni morto sul lavoro e di cui ho già avuto modo di raccontare. Inoltre allego la scandalosa sentenza del tribunale di Fermo (AP), che condanna gli imputati a soli 8 mesi con la condizionale!]

Sono Graziella Marota, la mamma di Andrea Gagliardoni, morto il 20 giugno 2006 presso la ditta Asoplast di Ortezzano mentre stava svolgendo il suo lavoro di semplice operaio.

Una macchina tampografica gli ha schiacciato il cranio nel giro di pochi secondi. Da quel giorno la mia vita è cambiata: vivo nel dolore e nell'angoscia, ma da questo dolore e angoscia è scaturita una grande rabbia che mi ha permesso di portare avanti questa lotta contro le "morti bianche". Veramente non ho ancora capito perchè vengono definite con questo aggettivo. Venerdì 4 Aprile 2008 si è tenuto presso il tribunale di Fermo (AP) la prima udienza preliminare: imputati per omicidio colposo l'amministatore delegato dell'Asoplast Giuseppe Bonifazi e l'amministratore delegato della ditta Mag System Srl con sede in Schio, Mario Guglielmi, costruttrice della suddetta macchina modello T A 1000/S C/8. Il primo per non aver messo a disposizione del lavoratore un' attrezzatura idonea, e per aver disattivato l'unico sistema di sicurezza per velocizzare la produzione. Il secondo per aver costruito ed apposto il marchio CE ad una macchina non conforme ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dall'allegato 1 del D.P.R. 459/96, delle norme UNI e comunque inadeguate ai fini della sicurezza. Con questi capi di imputazione mi aspettavo una condanna che fungesse da deterrente per quegli imprenditori che agiscono ancora nell'illegalità, mettendo a repentaglio la vita umana, la vita degli operai naturalmente. Ma tutto il processo si è risolto in pochi minuti. Gli imputati hanno chiesto il patteggiamento e il PM Bartolozzi ha ritenuto congrua la pena di otto mesi di condizionale per entrambi gli imputati. Ma Andrea non c'è più, gli hanno troncato la vita sul nascere … aveva solo 23 anni. Oggi ancora più di prima urlo tutto il mio dolore e la mia rabbia contro questa sentenza scandalosa e irriverente nei confronti di tutti i martiri del lavoro. Continuerò imperterrita la mia lotta, sperando che qualcosa cambi.


Graziella Marota, mamma di Andrea.


[Dalla sentenza, si legge che agli imputati sono riconusciute gravi mancanze in termini di sicurezza sul lavoro e soprattutto è stata riconosciuta la consapevolezza del datore di lavoro, della situazione di grave pericolo in cui i lavoratori erano costretti a lavorare, ma nonostante tutto non è intervenuto per eliminare il rischio. Rimango ogni volta sconcertato da queste situazioni, sia dal punto di vista umano, sia dal punto di vista giudiziario. Due elementi che a volte sono legati in maniera sottile, perchè quando al dolore si unisce l'ingiustizia, rimane ben poco a cui aggrapparsi. A maggior ragione sono indignato dalle parole che Sacconi (senatore PdL) ha detto in questi giorni, secondo il quale il primo obiettivo del prossimo governo sarà quello di rivedere il Testo Unico sulla sicurezza, lasciando intendere verso una attenuazione delle sanzioni previste. Il Testo Unico ha inasprito (diciamolo, neanche di molto) pene come quelle comminate in questo caso. Le associazioni padronali non trovano giusto questo provvedimento, anzi lo ritengono inutile ed addirittura dannoso. Se il prossimo governo davvero metterà mano al Testo Unico per ridimensionarne l'aspetto sanzionatorio, non farà altro che normalizzare ingiustizie come quella sulla morte di Andrea Gagliardoni]








2 commenti:

Riverinflood 21 aprile 2008 19:05  

Si, ci metteranno mano sul TU, ma per non cambiare niente in meglio.

Crocco1830 22 aprile 2008 08:46  

Ne sono convinto anch'io. La cultura d'impresa padronale e quella del futuro governo, collimano sufficientemente per pensare al peggio.

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