lunedì 18 febbraio 2008

Gli hanno rubato sette anni della sua vita


Stephen è il nome inventato per un migrante nigeriano, che ha subito una drammatica ma reale vicenda. Stephen è uno dei tanti arrivati in qualche modo in Italia. Uno dei tanti ad avere abbandonato la propria terra di miseria, fame e dolore per cercare una vita migliore nel nostro Paese. Come tanti altri migranti, ha salutato con dolore la sua famiglia, gli amici e gli affetti, si è caricato di ricordi ed è arrivato fin qui in Italia, per sperare in un futuro che non fosse fatto solo di guerre e di miseria.
Stephen è nato nel 1969 a Port Harcourt (Nigeria), ed è arrivato in Italia con in tasca una laurea Chimica.

Non è mica facile immaginare l'ingresso di cervelli in Italia, abituati come siamo a vedere fuggire i cervelli italiani, alla ricerca, loro come Stephen, di una dignità che non si riesce a trovare nel Paese d'origine.
Ma quelli di Stephen diventano presto sogni infranti contro un'ingiustizia, che in genere viene riservata alle categorie più deboli. E "Sogni infranti" è il titolo dell'autobiografia che Stephen scrive in carcere.
E già ... perchè Stephen nel 2001 viene arrestato per traffico internazionale di droga. Successivamente viene condannato a otto anni di carcere e la pena viene poi confermata in appello. Oltre a scrivere il romanzo citato sopra ed a prendere parte alla compagnia "Liberi Artisti Associati", Stephen si diploma in Informatica e nel maggio 2007 si laurea con lode, all'Università romana di Tor Vergata.
Stephen lo sa che sarà costretto a ricostruirsi una vita. Ma soprattutto sa di dovere recuperare il tempo perduto in anni di carcere scontati ingiustamente. Infatti il 4 febbraio 2008, Stephen viene pienamente assolto dalle accuse dalla Corte d'Appello di Napoli.
Ma adesso Stephen sa anche che nonostante gli sforzi, quansi certamente non potrà ricostruirsi una vita in Italia. L'ingiustizia italiana, dopo avergli sottratto sette anni della sua vita, non ha finito di abbattersi su lui. Per quanto Stephen voglia recuperare il tempo perduto, non gli sarà concesso di farlo nel nostro Paese, perchè la Legge Bossi-Fini non permette il rinnovo del permesso di soggiorno ai migranti che hanno avuto problemi con la giustizia (a Stephen il permesso di soggiorno è scaduto mentre era in carcere) e li obbliga a lasciare il territorio italiano, con il divieto a rientrarvi.
Non importa che sia stata la giustizia ad avere problemi con un migrante. A Stephen nessuno restituirà i sette anni che gli sono stati rubati.
A chi di fatto ha permesso che una vicenda come quella di Stephen potesse accadere, emanando una legge squallida e vergognosa, che calpesta la dignità di essere umani, non sarà presentato neanche il foglio di via dal Parlamento italiano. Purtroppo.

2 commenti:

Riverinflood 18 febbraio 2008 18:18  

Pesa questa società infame sulle spalle della nostra Coscienza, purtroppo, non in quelle di chi ha il potere delle Leggi.

Crocco1830 19 febbraio 2008 06:58  

Hai perfettamente ragione

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