giovedì 7 febbraio 2008

Caro Don Chisciotte, ti lascio a girare per cinque anni tra le pale del mulino!

(copio dall'ottimo blog "la penna che graffia" e pubblico integralmente)


Caro Walter la tua conoscenza delle pagine del grande Cervantes è davvero approssimativa, è questo potrebbe essere un grosso problema.
Anzitutto, dovresti sapere che la tua follia dovrebbe essere mitigata dalla saggezza contadina del buon Sancho Panza, mentre intorno a te vedo improponibili scudieri che rivaleggiano con le tue alzate di genio e ti confortano nella scelta di correre da solo contro il diversamente alto, come l’ha definito una cara amica.
Come non bastasse la tua insana infatuazione per una Dulcinea-Binetti che deve averti assicurato una manciata di preferenze cattoliche, in cambio del sacrificio votivo di quelle della sinistra. Ti avrà anche promesso i miracoli, ma fidati del sottoscritto, a piangere non saranno le madonnine, ma qualche milione di italiani… e credo che a molti toccherà pure versare sangue.

Bene, vuoi andare alla pugna da solo… e sia! Vuoi inventarti il cento-centro-sinistra, pur di non essere più costretto (orrore!) a dire o fare qualcosa di sinistra, ma scusa, perché non fai risorgere il partito socialdemocratico che facciamo prima: riesumando il nome di Preti qualche altro cattolico peripatetico, o patetico tout-court, dovresti raccattarlo. Vuoi governare senza essere importunato con pretese sociali seccanti quanto una questua al semaforo, senza che qualcuno venga a ricordarti che difficilmente la pace si fa con le armi, e sicuramente non con quelli che da sempre hanno ritenuta seccante la sfericità della terra e i conseguenti problemi nel piazzarci sopra i loro carrearmatini del Risiko. Comodo! …ma il problema è che non ci sarà battaglia.
Finirai per consegnare il paese nelle mani dell’Arcorman, dimenticandoti che si chiama Italia e che, non essendo la Mancia, non puoi disporne a tuo piacimento, come atto di cortesia. Non è simpatico che tu faccia lo splendido col cameriere, e a noi rimanga da saldare il conto. Gli amici di sinistra, non te lo perdoneranno, e il giorno delle elezioni andranno al mare… metaforicamente, s’intende, visto che i più hanno già grossi problemi ad arrivare a fine mese. E quando tra sessanta giorni ti ritroverai a girare tra le pale del Mulino delle Libertà, non sarà certo il sottoscritto a tirarti giù. E credo neppure i milioni d’italiani che per cinque anni, oltre a veder girare te e le pale, dovranno fare i conti con i giramenti delle loro palle.

5 commenti:

Unknown 7 febbraio 2008 alle ore 17:54  

Girala come vuoi, ma pare che aleggi in aria un tacito accordo tra i Veltrusconi, di antica data. Sono due specchi autoriflettenti e stanno ai margini dei veri problemi italiani. Alla fine, a correre saranno loro, prima o dopo, ma con un popolo dietro ad inseguirli.

Unknown 7 febbraio 2008 alle ore 17:57  

Sempre io per dirti che questo commento l'avevo scritto per il post Vletrusconi vs politica, ma ho sbagliato a cliccare su "commenti".

Crocco1830 7 febbraio 2008 alle ore 18:58  

Certo, se non ferma questo meccanismo, non potrà che andare così.
A quel punto i Veltrusconi non avranno più bisogno nemmeno di stare ai margini dei problemi reali, possono deliberatamente sbattersene.

riccardo gavioso 8 febbraio 2008 alle ore 02:55  

un grazie di cuore per aver riportato il mio post. Gli avversari erano talmente in brodo di giuggiole, da fare i magnanimi e votare sì al mio articolo. Spero solo, e sono sincero, tra un paio di mesi di dover aggiungere un'autocritica a quest'articolo.

un saluto notturno

Crocco1830 8 febbraio 2008 alle ore 07:02  

Figurati riccardo, è stato un piacere!
Anch'io ti auguro di dover fare autocritica, ma fossi in te non ci spererei più di tanto.

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