mercoledì 8 aprile 2009

Amianto: nuove deroghe e facilitazioni, in Europa e in Italia. Mentre ancora per l'amianto ci si ammala e si muore!

Finalmente si è aperto a Torino il processo ai vertici Eternit, l'azienda che ha costruito le sue fortune fabbricando prodotti contenenti fibre di amianto. Una produzione con materiale altamente cancerogeno, portata avanti anche molti anni dopo che la pericolosità delle fibre di amianto era stata accertata. Erano gli anni '60 ed i vertici Eternit sapevano che l'amianto provocava il cancro ai polmoni, ma in nome del profitto si era messo tutto a tacere. I lavoratori non devevano sapere e non avrebbero saputo per molto tempo. Le fortune della Eternit è stata ed è ancora la morte di migliaia di persone, non solo lavoratori dell'azienda. Basti pensare che solo per questo processo, i vertici Eternit sono chiamati in causa per la morte di 2.056 persone dal 1952 al 2008 e di almeno 830 malati. Mentre le fibre di amianto continuano a provocare tumori a 1.350 italiani ogni anno (dati dell'Ispesl, Istituto Superiore di Prevenzione e Sicurezza Sul Lavoro). L'Eternit è stata praticamente una multinazionale del cancro!

Ma l'Eternit non è sola. Altre multinazionali dell'amianto continuano a fare profitti con la fibra cancerogena, e continuano a fare pressione sui governi e ad influenzare le normative a tutela della salute delle persone.
Infatti, mentre a Torino si apre il processo contro i vertici Eternit, il Parlamento europeo vaglierà la proposta della Commissione europea di derogare la cessazione dell'uso e fabbricazione di prodotti in amianto. Il testo della proposta, se sarà adottato, permetterà la fabbricazione, il commercio e l’uso di parti contenenti l’amianto crisolito utilizzate nell’elettrolisi. La salute dei lavoratori? Come al solito, prima viene il profitto. Prima vengono gli interessi delle multinazionali. E' il capitalismo, bellezza!

E gli interessi del capitalismo, devono aver dato il pretesto in Italia, anche per una proposta di modifica importante del Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro, che è passata assolutamente inosservata. All'art. 17 dello schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al testo unico sulla sicurezza sul lavoro, si legge: "All’articolo 29, comma 7, del Decreto [D.Lgs. 81/08, T.U. sulla sicurezza sul lavoro] sono abrogate le lettere b) e c)." Ecco in cosa consiste.
L'art. 29 del T.U. stabilisce le modalità di effettuazione della valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro. Allo stato attuale, sono stabilite modalità semplificate per piccole aziende che occupano fino a dieci dipendenti e procedure standardizzate per imprese con meno di 51 lavoratori, purchè non siano soggetti a particolari rischi. Per come stabilisce il decreto approvato dal governo Prodi, nei casi in cui in un'azienda ci siano rischi rilevanti, la valutazione non può seguire procedure semplicate, ma deve svolgersi una valutazione più complessa e approfondita che per ovvie ragioni non può essere standardizzata. Qui interviene la proposta di modifica del governo Berlusconi, volendo abrogare quella parte in cui si vietano procedure semplicate per la valutazione dei rischi in ambienti di lavoro ad alto rischio per la sicurezza e salute dei lavoratori, tra cui le "aziende in cui si svolgono attività che espongono i lavoratori a rischi ... connessi all'esposizione ad amianto".

Le conseguenze potrebbero essere drammatiche per i lavoratori esposti a rischi elevati, come gli esposti all'amianto, visto che la valutazione dei rischi così condotta, potrebbe essere superficiale e sottostimata o comunque inadeguata alla tipologia del rischio. Di conseguenza le misure di prevenzione per la salute dei lavoratori, rischierebbero di essere insufficienti rispetto ai rischi a cui sono sottoposti i lavoratori.

Per quanto tempo ancora si dovranno contare i morti da tumori ai polmoni, causati da esposizione all'amianto? Quanti lavoratori si vogliono sacrificare ancora sull'altare del profitto?

5 commenti:

Riverinflood 8 aprile 2009 14:12  

Caro amico, io non so se 2000 anni di carcere per i ogni responsabile siano sufficienti a controbilanciare le morti. Dal punto di vista genuinamente umanitario, ho come l'impressione di vivere in un prolungamento degli anni bui del medioevo. Nessuno, a meno che non ci sia un'apocalisse sociale, credo nemmeno tra i sindacati, riuscirà a scalfire la proterva arroganza del profitto.

La Mente Persa 8 aprile 2009 14:57  

Come popolo dobbiamo essere uniti dinnanzi a queste assurde leggi, non si devono sacrificare delle vite in nome del capitalismo!
gio

ilpoeta 8 aprile 2009 15:22  

Ciao, purtroppo alle tue domande non è possibile dare una risposta...almeno fino a quando il dio denaro sarà il più seguito...

Buona giornata!

Franca 8 aprile 2009 17:00  

Però dopo ogni tragedia siamo bravissimi a versare fiumi di lacrime di coccodrillo...

Crocco1830 8 aprile 2009 17:26  

@ Riverinflood: soprattutto fintanto che l'arrivismo rimarrà un punto fermo di troppe persone.

@ La Mente Persa: manca un elemento essenziale: la coscienza politica.

@ Il poeta: credo che la risposta sia propria questa: fino a quando il dio denaro sarà il più seguito.

@ Franca: proprio così. Lacrime versate da coccodrilli voraci che sbranano ogni cosa.

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