giovedì 24 luglio 2008

Un destino naufrago spetta al nucleare di Scajola

Conoscete la scala INES? E' quella scala che classifica gli eventi nucleari. Comprende sette livelli dove il massimo livello rappresenta un incidente molto grave, mentre il livello 1 indica un'anomalia al normale funzionamento degli impianti. Esiste un sottolivello: il livello zero. Quello secondo il quale, l'evento non ha nessuna rilevanza ai fini della sicurezza nucleare.
L'incidente avvenuto ieri in Francia, il terzo questo mese ed il secondo nella stessa località Tricastin, è stato classificato di livello zero. Quell'incidente di livello zero ha avuto la capacità di contaminare "leggermente" oltre 90 dipendenti della centrale. Così dice la EDF (Électricité de France) e non dall'Autorità per la sicurezza nucleare (ASN).
Certo però che qualche preoccupazione è pure lecita, da parte di chi vive nei pressi della centrale nucleare. Solo due settimane fa nella stessa località sono andati dispersi decine di chilogrammi di materiale radioattivo, ed ora i residenti nei pressi della centrale di Tricastin non possono più bere acqua dai rubinetti, non possono annaffiare i campi, non si possono cibare dei prodotti della propria terra. Quell'evento di due settimane fa, era stato classificato ad un livello 1. Avrebbe dovuto significare un incidente con conseguenze praticamente nulle per la popolazione e l'ambiente. Vista la realtà dei fatti, qualche perplessità sull'assegnazione ufficiale del livello di gravità degli incidenti nucleari, mi pare dunque più che legittima.

Vista la rapida sequenza con la quale si stanno susseguendo gli incidenti in centrali nucleari, i nuclearisti alla Scajola si affrettano a sminuire gli eventi.
Questi episodi sono tutti sotto il livello minimo di pericolosità. Mi domando se questa enfatizzazione non sia eccessiva.

Ministro Scajola - dall'ANSA di oggi.

Potremmo rivolgere a Scajola una domanda uguale e contraria: non sarà che ci si affretta a sminuire troppo rapidamente e con eccessiva disinvoltura, questi incidenti? Ma il ministro Scajola risponderebbe, demagogicamente, come ha già spiegato ai giornalisti, che
Il piano nucleare del governo significa grande attenzione alla sicurezza. Useremo centrali di nuova generazione, che sono ancora piu' efficienti.

Ministro Scajola - dall'ANSA di oggi.

Dobbiamo fidarci? Penso proprio di no, visto che centrali certamente sicure non esistono e quelle cosiddette sicure potranno essere pronte non prima del 2030. Mentre quelle attualmente esistenti, praticamente non vengono più costruite ed addirittura sono in via di dismissione praticamente in tutta Europa. E comunque la costruzione di una nuova centrale nucleare ha bisogno di circa 10 anni. Non lo dico io, ma un certo Carlo Rubbia, che lo ha spiegato molto bene anche in una intervista a Repubblica.
Praticamente, se oggi si cominciasse a costruire una centrale nucleare, per quando sarà terminata avremmo messo in funzione una tecnologia per la produzione di energia, già vecchia di decine di anni. Centrali che verosimilmente avrebbero standard di sicurezza inferiori a quelli minimi ritenuti accettabili, poichè immagino che tra dieci anni gli standard di oggi saranno superati da migliori tecnologie disponibili e dalle esperienze e conoscenze nel frattempo acquisite.
Senza contare le problematiche già note, quale la scarsa quantità disponibile di uranio, che comunque dovremmo importare. O anche il mai risolto problema dello smaltimento delle scorie radioattive. Chi non ricorda ad esempio le proteste sollevate a Scanzano Jonico, quando il precedente governo Berlusconi voleva seppellire lì le scorie delle centrali chiuse nell'87? Si diceva che fosse un sito ideale per le scorie radioattive. Il problema era che le scorie non erano il concime ideale per i prodotti di quelle terre! La protesta ha vinto, ma il problema non credo sia stato definitivamente risolto.

Tutte problematiche, quelle descritte, che sono ormai arcinote da tempo. Il ministro Scajola ed il governo di cui fa parte, fingono di non vedere. Raccontano un'altra storia. Vengono diffuse falsità, probabilmente per soddisfare interessi diversi da quelli delle popolazioni che certe scelte si trovano a subirle.

"Chiunque si pone come arbitro in materia di conoscenza è destinato a naufragare nella risata degli dei" diceva Albert Einstein. Prenda nota, ministro Scajola.

10 commenti:

Alicesu 24 luglio 2008 16:38  

ma tanto ormai i cittadini italiani non fanno che ripete che eravamo i più grandi nella ricerca in questo campo e che, soprattutto, la francia è un paese ecologico....

che cazzate.

Crocco1830 24 luglio 2008 17:14  

@ alicesu: c'è chi continua a vivere di quello che è stato e delle cazzate di oggi. Nella ricerca c'è un certo Carlo Rubbia a cui, chissà perchè, non viene dato ascolto.

alfa 24 luglio 2008 17:57  

Io di Scajola non mi fido. E poi quando sono loro ad enfatizzare gli eventi ("Napoli è pulita!", dove non si sa...) va bene, quando invece sono gli altri a mettere in evidenza eventi "di livello zero" (ma 100 persone sono state "contaminate"), allora si polemizza... mah...

Riverinflood 24 luglio 2008 18:02  

Pare che si voglia fare di una zona sahariana un immenso pannello fotovoltaico per controbbattere la politica del nucleare. Funzionerà? Ci riusciranno?

Crocco1830 24 luglio 2008 19:46  

@ alfa: cercano di realizzare i loro obiettivi (interessi?) e per farlo hanno bisogno dell' "arte" della demagogia.

@ riverinflood: non so se funzionerà, ma secondo l'obiettivo principale dovrebbe essere la riduzione del consumo. Utopistico? Forse ... ma forse è anche l'unica vera strada.

il Russo 24 luglio 2008 21:16  

Noi abbiamo il genio gestore del G8 di Genova e "fine estimatore" di Biagi che le supporta: in che mani siamo...

Crocco1830 25 luglio 2008 12:52  

@ il russo: nelle mani di Sca(gl)jola. Un'uomo impermeabile al 100% al buon senso.

@ alicesu: anch'io. ;-)

Franca 25 luglio 2008 16:38  

E scajola sarebbe una garanzia? ...

Crocco1830 25 luglio 2008 17:07  

@ franca: no ... appunto ...

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