mercoledì 9 gennaio 2008

Centro oli dell'Eni. Stanchi per le parole dei politici.

La questione Centro Oli, che l'Eni vorrebbe installare sulla costa di Ortona, continua a fare discutere il mondo politico abruzzese. Certamente c'è chi dirà - soprattutto tra i cittadini - di essere stanco di sentire ancora parole sull'argomento. Sono ormai mesi che si discute. Ora le discussioni sono e saranno incentrate sul recente studio del Mario Negri Sud, che di fatto dichiara fortemente sottostimata la valutazione di impatto ambientale redatta dall'Eni. Avrebbero giustamente ragione di essere stanchi delle discussioni i cittadini abruzzesi, soprattutto se le parole spese dai politici abruzzesi sull'argomento, continueranno ad essere impregnate di una vaghezza che sottintende un'assoluta assenza di volontà ad intervenire in favore di una reale ed efficace tutela della salute e del territorio. Ne mai si mette in dubbio la futura presenza dell'impianto di desulfurazione del petrolio dell'Eni. Insomma, finora il mondo politico ha percorso la strada della discussione e delle parole a senso unico. Che segue la direzione di una chiara volontà alla realizzazione dell'impianto.

Se questa è la strada percorsa finora dalla politica abruzzese, non vi si discosta neanche Lamberto Quarta, Segretario generale della Presidenza della Regione. Ma d'altronde, chi poteva avanzare dubbi al riguardo?
Dopo avere preso visione dello studio del Mario Negri Sud, Quarta dice di ritenere necessaria la "convocazione urgente della Conferenza di servizi per esaminare e confrontare i dati emersi dai due studi presentati" (quello appunto del Mario Negri e quello dell'Eni). Poichè "è interesse della Regione assicurare la massima attenzione alla salvaguardia della salute pubblica" è necessario secondo Quarta "svolgere un approfondimento ulteriore confrontando le diverse metodologie di analisi richiedendo eventualmente un ulteriore approfondimento, per esempio, da parte dell'Enea". E se l'ulteriore approfondimento dovesse confermare - come prevedibile, se condotto con il criterio dell'imparzialità - che effettivamente da parte dell'Eni ci sia stata una pesante sottostima delle emissioni prodotte, potrebbe rientrare tra le intenzioni degli amministratori locali la possibilità di rinunciare al progetto? Neanche per sogno. Semplicemente aleggerebbe nell'aria la possibilità di una revisione progettuale, tesa alla riduzione delle concentrazioni di inquinanti emesse in atmosfera.
Ma non finisce qui, perchè secondo il Segretario Regionale, essendo volontà della Regione "assicurare per quanto di competenza, il controllo e la difesa del territorio e della salute dei cittadini" (e con questa affermazione qualche ulcera immagino sia a rischio), si ritiene opportuno considerare l'ipotesi di ubicare nel sito interessato una centrale di monitoraggio atmosferico.

Sostanzialmente nessuna novità, nelle parole di Lamberto Quarta. Soltanto che i cittadini di Ortona e dintorni, grazie alle centraline che si vorranno installare, sapranno con quanta maggiore rapidità correranno il rischio di ammalarsi.

E' ancora aperta la petizione contro la fabbrica di veleni dell'ENI


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