martedì 3 novembre 2009

Non chiamiamole "morti bianche". Ad un anno dall'appello di Articolo21.info, nulla è cambiato


Ricevo da Marco Bazzoni e pubblio volentieri...
Quasi un anno fa, l'associazione Articolo 21 lanciò un appello al mondo dell'informazione, per cancellare dal linguaggio giornalistico espressioni ipocrite, quali "morti bianche" e "tragica fatalità".
All'appello aderirono fin da subito diversi mezzi d'informazione, tra cui il direttore del Rainews24 Corradino Mineo, l'allora direttore del Tg3 Antonio Di Bella, il direttore di Youdem Tv, il direttore dell'agenzia di stampa Dazebao.org, l'agenzia di Stampa Agipress e poi, Beppe Muraro dell'Esecutivo Usigrai, tanto per citarne alcuni.
Ma purtruppo dopo un anno poco è cambiato, sono ancora molti, troppi, i mezzi d'informazione che ancora usano l'eufemismo "morti bianche".
Basta andare sun motore di ricerca http://news.google.it/ e digitare morti bianche, ed escono una miriade di articoli.

Evidente che il vizio di chiamarle così è duro da cancellare.
Un termine che andrebbe abolito fin da subito e sostituito dal termine "omicidi sul lavoro", termine che veniva usato negli anni 60.
Un termine forte, lo so, ma sicuramente più realistico.
Le chiamano morti bianche, perchè l'aggettivo "bianco", allude all'assenza di una mano direttamente responsabile dell'evento.
Invece la mano responsabile c'è sempre, più di una.....
Chiamarle "morti bianche" è un insulto ai familiari delle vittime del lavoro, che già sono distrutti per la perdita del loro caro, figuriamoci poi se devono sentire che la morte sul lavoro del loro caro è una "morte bianca".
Ecco perchè chiedo ai mezzi d'informazione, TUTTI, di passare dalle parole, ai fatti, abolendo il termine "morti bianche" dal linguaggio giornalistico.
Qualcuno a suo tempo disse: "ma conta più la forma o la sostanza"?.
Io dico che conta anche la forma.
Sminuire le morti sul lavoro, con il termine "morti bianche" non mi sembra davvero il caso.
Chi vorrà aderire a questo appello, invii un'email a: bazzoni_m@tin.it

Marco Bazzoni
Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
Firenze.

11 commenti:

il Russo 3 novembre 2009 10:02  

Oramai la terribile definizione di "morti bianche" è entrata nel comune parlare ed è dura sradicarla, io stesso faccio ammenda ma per comodità nel farmi comprendere quando parlo di morti sul lavoro così le definisco.
Resta il fatto che tanti sono stati i bla bla bla ma, spesso con l'alibi della crisi, non solo non si è fatto quasi nulla ma spesso le condizioni dei lavoratori da un anno a questa parte sono peggiorate...

chit 3 novembre 2009 16:21  

Vero, ci sarebbero tanti termini usati dai media che andrebbero cambiati o rivisti, questo è sicuramente uno di quelli.
Un bell'esempio di pulitura semantica di quella che nella realtà resta una strage senza fine!

Le Favà 3 novembre 2009 16:51  

Per loro è difficile cambiare. Nel senso che ormai la popolazione ha assimilato quel termine e non lo stacchi da lì. Pirandello lo diceva pure, la gente prende quello che gli vien dato di primo acchito. Se si cambia si fa fatica a farlo. Troppo pure.

Il Ramingo 3 novembre 2009 18:02  

Ho fatto un post sull'argomento proprio ieri. Purtroppo l'ipocrisia dei mezzi di comunicazione sta tutta in quelle parole.

Daniele Verzetti il Rockpoeta 4 novembre 2009 16:10  

Anch'io mi sono sempre rifiutato di chiamarle cosi. Sono morti sul lavoro oppure, come spesso dico quando presento dal vivo una poesia che parla di questo tema, se proprio vogliamo attribuire un colore a queste morti il colore é il rosso, rosso come il sangue di un operaio che cade da un'impalcatura e si sfracella sull'asfalto. Ma bianche... bianco é il colore del candore e dell'innocenza. Cosa esiste di innocente in queste morti???

Nulla!

Matteo 5 novembre 2009 18:46  

Hai posto l'attenzione su quello che gli anglosassoni chiamano "framing" ovvero la manipolazione della lingua per far passare determinati concetti. Quindi è tutt'altro che un formalismo insistere sulla definizione, perché le parole che usiamo non sono mai neutrali, veicolano determinati messaggi, determinati contenuti. In questo caso ciò che si voleva far passare era appunto come dicevi giustamente tu l'idea che sarebbero morti senza colpevoli, che si tratterebbe di "tragiche fatalità".

Pierprandi 6 novembre 2009 15:07  

Il tempo passa e non cambia nulla...Anzi peggiora, sta diventando "normale" anche nelle menti dei lavoratori...

Franca 8 novembre 2009 17:36  

Concordo in pieno.
Il termine va assolutamente cambiato. La forma qualche volta diventa sostanza...

l'incarcerato 14 novembre 2009 03:00  

Non sono morti bianche, ma OMICIDI! E i carnefici non pagano quasi mai!

upupa 18 novembre 2009 19:00  

Dovrebbero avere il coraggio di chiamarle con il giusto nome:omicidi impuniti!!!!!!!!

Alberto 4 dicembre 2009 15:16  

Aderisco senz'altro all'iniziativa e invio la mail.

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