mercoledì 7 gennaio 2009

Non ho idea di cosa sia una guerra ...

Non ho idea di cosa sia una guerra. Ne ho sentito parlare. Ho letto di bombardamenti a tappeto. Ho ascoltato delle testimonianze, anche atroci. Ho visto delle immagini, sempre orribili.
Non ho idea di cosa sia una guerra. Perchè non ho mai sentito il fischio con il quale una bomba si annuncia. Ma da Gaza, raccontano essere un sibilo orrendo, che carica di paura chi lo ascolta. Così le bombe annunciano il loro prepotente arrivo ed avvertono che qualcuno, non si sa chi, non potrà sottrarsi al suo destino di morte.
Non ho idea di cosa sia una guerra. Perchè non ho dovuto cercare un riparo dal freddo in una gelida casa senza finestre. Non ho dovuto lasciare aperte le finestre, nonostante il freddo invernale, per non essere colpito dai frammenti di vetro che si spaccano a causa di esplosioni vicine.
Non ho mai dovuto spiegare a mio figlio che dovrà resistere ai morsi della fame, perchè la spietata barbarie di Stato israliano non permette di lavorare, uscire a comprare un pezzo di pane, rifornirsi di acqua. Non ho dovuto insegnare a mio figlio il significato della parola embargo. E mio figlio non ha dovuto imparare il suo significato materiale.
Da dove mi trovo, non si sentono sirene di ambulanze che raccolgono feriti e cadaveri tra una folla che si muove irrazionalmente, in strade devastate dal terrore israeliano. Centinaia di persone che corrono come impazzite, provando a scappare dalla follia genocida di uno Stato barbaro, dal nome Israele. Ne da qui si possono udire le urla di rabbia e dolore e terrore di un popolo martire, qual è quello palestinese.
Non ho idea di cosa sia la guerra, perchè non ho dovuto sopportare lo strazio di vedere bambini piangere di paura. Terrorizzati al punto da pisciarsi sotto. Bambini costretti ad urlare fino a consumare tutte le proprie forze. Fanciulli tremolanti abbracciati ai propri genitori, in cerca di una rassicurazione che non troveranno. Innocenti creature che saranno per sempre segnate dall'olocausto israeliano, se riuscissero a rimanere in vita. Se i loro corpi non verranno dilaniati dall'onda d'urto di un bomba. Se non verranno martoriati da propiettili troppo precisi, sparati con metodica criminale. Se i loro piccoli corpi non saranno arsi dalle bombe al fosforo. Se i loro cuori reggeranno al terrore provocato dalla minuziosa strategia di terrore di Israele.
Ma comunque quasi certamente quei bambini, quelle donne e quegli uomini rimarranno anonimi. Saranno semplicemente parte di una cinica conta dei morti ammazzati del terrore del governo israeliano, che si macchia di crimini contro l'umanità. Anche Cristine, morta a sedici anni di paura, di stenti e di freddo, dopo aver sopportato giorni e giorni di terrore, non sarà che un nome senza persona su un pezzo di freddo marmo.
Non ho idea di cosa sia una guerra. Anche se ho visto troppe volte una sua qualche rappresentazione in televisione, in tanti spettacoli di merda, con squallidi attori che sembrano spettatori. Mentre a pagare è chi è costretto a rimetterci la propria vita. Fatta valere poco più di una pallottola.

10 commenti:

XPX 7 gennaio 2009 17:24  

E' vero: noi qui non abbiamo la minima idea di che cosa sia una guerra. Per nostra fortuna e per immensa sfortuna dei palestinesi.

Uhurunausalama 7 gennaio 2009 18:28  

Da dove ci troviamo si sente solo un grande rumore,quello del silenzio dell'indifferenza!

Riverinflood 7 gennaio 2009 18:40  

Per i televideodipendenti, la guerra è uno spettacolo lontanissimo, soft e un tantino rompicazzi. Meglio le televendite o le dichiarazioni cialtronesche dei nostri rappresentanti agli Esteri. Per così deprimente spettacolo non vale la pena ascoltare i report dei giornalisti. Già, le informazioni...

Crocco1830 7 gennaio 2009 20:26  

@ XPX: non lo sappiamo. E spesse volte evitiamo di volerlo sapere.

@ Uhurunuusalama: l'indifferenza contribuisce ad uccidere.

@ Riverinflood: eh ... i telecazzatedipendenti ... che grosso contributo danno agli italici rappresentanti all'estero.

Aride 7 gennaio 2009 21:20  

Continuiamo a dare informazioni su questo argomento, credo sia doveroso come minimo, dal momento che i media latitano.
Sono certo che sia anche doveroso schierarsi e ovviamente io sono schierato con la resistenza palestinese, contro il governo israeliano criminale, terrorista ed assassino, al pari del proprio esercito.
Piccola parentesi, da dove viviamo noi non si vede la guerra, è vero, ma vediamo morire 3 persone ogni giorno per incidenti sul lavoro...
Non è una guerra, ma è pur sempre una strage.
A presto.

silvio di giorgio 7 gennaio 2009 21:34  

per capire cosa sia dovremmo chiedere ai nostri vecchi, ma qui in italia i vecchi ci siamo dimenticati che esistono (eccetto quelli che non si schiodano dalle poltrone di potere, ma questa è un'altra storia)

Uhurunausalama 7 gennaio 2009 21:59  

Infatti chi sta zitto è un complice in questa e in tutte le altre stragi.

Blogger 7 gennaio 2009 22:19  

Io ho avuto la sfortuna di vivere un attentato terroristico: Casablanca, 300 metri da casa per la precisione, noi occidentali eravamo il bersaglio.
Non so perché ma Israele mi fa schifo comunque, forse perché so distinguere un terrorista da un popolo, l'ho imparato anche in quell'occasione.

Blogger

PS Ma ci sono tra i blog amici? Se no te credo che non mi trascuri!
Scherzo, a presto e grazie per il tuo commento.

l'incarcerato 8 gennaio 2009 10:53  

Carissimo, il tuo post contro la barbaria della guerra è perfetto, molto utile a capire cosa asta avvenendo.

Sono passato anche per chiedere un tuo aiuto, bisogna fare qualcosa,e se passi c'è un iniziativa in corso!

Crocco1830 8 gennaio 2009 11:06  

@ Aride: in troppi si sentono lontani da entrambe le cose.

@ Silvio Di Giorgio: se avessimo la capacità di ascoltare e la volontà di capire, quante cose sarebbero diverse...

@ Uhurunausalama: esattamente.

@ Blogger: questo è un tuo merito. Perchè in quelle occasioni si può far presto a cambiare opinione. Si giudica interi popoli per responsabilità personali molto minori.
P.S.: certo che ci sei tra i blog amici. Ero io ad essere latitante anche sul mio blog.

@ L'incarcerato: grazie. Vengo a darti la mia disponibilità.

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