venerdì 9 gennaio 2009

Non chiamatela guerra sproporzionata

Ho letto diversi interventi sulla guerra etnocida che Israele sta conducendo contro il popolo inerme palestinese. Spesso sono di condanna. Invece non consiglio la lettura delle opinioni favorevoli all'intervento criminale israeliano, che si muovono in genere tra l'idiozia e la farneticazione.
Una frase ricorrente che ho letto e sentito suona pressapoco così: "La reazione di Israele è sproporzionata". Sproporzionata. Sproporzionata. Sproporzionata. Questa parola l'ho letta più e più volte, quando l'ho trovata scritta in un commento. L'ho ripetuta a mente quando mi sono trovato ad ascoltarla. Ed in genere ho provato un profondo fastidio. Anche se mi rendo conto che non sempre è usata con lo stesso significato.

Ma troppo spesso, la sproporzione che viene denunciata non definisce una reale condanna all'attacco israeliano. Come a dire: ha fatto bene Israele ad attaccare Gaza, ma ha esagerato. Ma che cazzo significa? L'atto criminale di Israele ha provocato oltre 700 morti in pochi giorni, dei quali quasi la metà sono donne e bambini. Sarebbe stato proporzionato se anzichè uccidere sommariamente 700 civili, l'esercito israeliano avesse cancellato "solo" 300 vite? Se decine e decine di bambini innocenti fossero stati massacrati nelle loro abitazioni, invece di venire bombardati nelle loro scuole, Israele sarebbe stato meno crinimale? E sarebbe cambiato qualcosa nella disumanità degli attacchi, se invece di sparare sulle ambulanze, i soldati israeliani avessero fatto saltare in aria l'auto di un qualunque cittadino che disperatamente accompagnava il proprio figlio in ospedale?

Qual è allora la proporzione da adottare? Rispondere in egual misura ad un attacco? Uno, dieci, cento civili morti da una parte ed altrettanti morti dall'altra? Certo che no. Sarebbe vendetta. Mentre in guerra (perchè questa è una guerra), si cerca di annientare il nemico. Con ogni mezzo, si tenta di ucciderlo fisicamente, moralmente ed anche culturalmente. Questa è la guerra, bellezza!

Ecco perchè sentire ripetere la parola "sproporzionata" per definire l'azione criminale israeliana, mi provoca un senso di gelo lungo la schiena. Perchè quella definizione sta tutta dentro una la logica di guerra. Non la ripudia. Non dico che la giustifica, ma forse un po' la accetta. O quanto meno ha imparato a conviverci. E questo fa davvero molta paura.

9 commenti:

storico 9 gennaio 2009 17:44  

A Gaza c'è una guerra sproporzionata. Perchè se Israele non fosse più forte dei suoi nemici non esisterebbe. e riguardo alla ogica criminale di Israele. Perchè Hamas cos'è un associazioine umanitaria?
Dimenticare chi è Hamas: è questo il vero modo per alimentare la guerra.

Gaza: la risoluzione ONU che non si fila nessuno

tommi 9 gennaio 2009 18:09  

"Mentre in guerra (perchè questa è una guerra), si cerca di annientare il nemico".

ma poi hai aggiunto

"Ecco perchè sentire ripetere la parola sproporzionata per definire l'azione criminale israeliana, mi provoca un senso di gelo lungo la schiena. Perchè quella definizione sta tutta dentro una la logica di guerra".

è proprio in questa contraddizione che bisogna usare la parola sproporzione. per evitare che la guerra diventi annientamento del nemico. proporzionalità significa reagire in maniera adeguata alla violenza subita per PORVI TERMINE.
se tu ricevi schiaffi a ripetizione e vuoi far smettere quello che te li da, basta che gli afferri il braccio per fermarlo, non c'è bisogno di tagliarglielo o ammazzare addirittura la persona che ti da lo schiaffo per farla smettere.
ecco cosa si intende per proporzione all'interno delle Nazioni Unite.
La guerra ed ogni forma di violenza sono SEMPRE E COMUNQUE VIETATE. chi le compie (se non per legittima difesa) infrange una norma di diritto consuetudinario.

se vuoi leggi anche il mio ultimo post a riguardo.

tommi

Blogger 9 gennaio 2009 18:11  

In Israele c'è una guerra sbagliata, perché al di là della bellezza di dire "la guerra è sbagliata sempre" ci sono azioni più sbagliate di altre, quelle illegali dal punto di vista internazionali ( è l'Onu che decide quali lo siano, coi suoi sbagli ovviamente, io non li dimentico).
Bel post, concordo.
Blogger

Saamaya 9 gennaio 2009 18:28  

In guerra, non esistono misure "accettabili" nè armoniche rispetto alla proporzione: tutto è sempre TROPPO!

Riverinflood 9 gennaio 2009 19:19  

Ciao, Crocco. Il nonno di Giacobbe era sproporzionato; figurati che per ubbidire ciecamente al suo Dio stava per trucidare il proprio figliolo. È sproporzionato tutto ciò che riguarda Israele: nel bene e nel male. E non c'è, in questo popolo, il concetto di compromesso o di mediazione: l'estremismo ce l'hanno nel dna. Tutto e subito, senza mezzi termini. Oppure Ko! C'è un Davide e un Golia. Ma si sono scambiati i connotati.

Franca 9 gennaio 2009 21:06  

Vittorio Arrigoni da Gaza scrive:
"Questa non è una guerra perché non ci sono due eserciti che si danno battaglia su un fronte; è un assedio unilaterale condotto da forze armate (aviazione, marina, ed esercito) fra le più potenti del mondo, sicuramente le più avanzate in fatto di equipaggiamento militare tecnologico, che hanno attaccato una misera striscia di terra di 360 kmq, dove la popolazione si muove ancora sui muli e dove c’è una resistenza male armata la cui unica forza è quella di essere pronta al martirio"

Questa non è guerra, questa è la "soluzione finale"...

Aride 9 gennaio 2009 22:02  

Concordo, accettare, anche se inconsciamente la guerra fa paura, molta paura.
Dobbiamo affermare in modo forte e chiaro che Israele è l'occupante, che è uno stato criminale e fuorilegge e che i palestinesi tutti sono le vittime.

il Russo 11 gennaio 2009 11:05  

Hai ragione, questo "sproporzionata" grida vendetta nei confronti di chi lo teorizza: ma si può coniare termine più imbecille?
Ora che ci penso, si: "Guerra Umanitaria", un ossimoro di idiozia...

l'incarcerato 11 gennaio 2009 11:45  

La guerra umaniotaria era un bel termine coniato dal nostro amico baffo D'Alema, poi ci sono le guerre preventive, ovvero io ti distruggo prima che tu possa fare qualcosa, per poi accorgersi che nessuno poteva fare niente visto che non possedevano niente. Poi c'è la guerra non autorizzata, come quella della Nato. Ma alla fine conta più lei che l'Onu.

Adesso addirittura per dire che in effetti stanno esagerando trovano il termine guerra sproporzionata, ma come dice Franca non mi pare che Israele sia bombardata a tappeto o inondata di armi chimiche come stanno facendo a Gaza.

Questa è una guerra semplicemente unilaterale, punto e basta. E c'è lo scopo di rafforzare Hamas.

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