martedì 6 maggio 2008

Non si può tollerare la violenza neofascista

Ma quale sigaretta. Ma quali futili motivi. Ma con quale coraggio viene ripetuto che l'aggressione a Nicola Tommasoli a Verona, non avrebbe alcun riferimento ideologico. Quella della sigaretta era solo una scusa, per portare a termine un nuovo, ennesimo attacco fascista contro il "diverso". Comunisti, immigrati, meridionali, gay, capelloni ed ogni altra persona considerata fuori da canoni stabiliti dalle bestie neonaziste, sono potenziali vittime di queste squadracce e sono state vittime in passato delle loro aggressioni.
Di aggressioni fasciste a Verona ne ho contate dieci dal gennaio 2005, solo tra quelle riportate dal sito di antifascismo militante. E dallo stesso periodo, quello stesso sito conta in tutta Italia 262 aggressioni fasciste. Che sono soltanto quelle che il sito è riuscito a registrare, ma ovviamente il numero è approssimato per difetto.
Quindi Nicola Tommasoli, è solo l'ultima vittima di vigliacche aggressioni da parte di gruppi di neofascisti, che scorazzano per le città, se non proprio tutelati da certe istituzioni, quanto meno spesso tollerati. I cani da guardia delle "città uniformate" sono figli della mentalità leghista e fascista che vorrebbe ripulire le città, dalla presenza di immigrati, rom e "diversi" in genere, indicati sempre come il capro espriatorio di ogni male sociale.
Tutti quanti hanno dato finora il loro squallido "contributo", che ha permesso di alimentare il clima di odio contro il "diverso", dovrebbero cominciare a riflettere sulle conseguenze delle loro parole. A partire da sindaci duri e puri, come quello veronese Tosi, che apre cortei della Fiamma Tricolore a cui partecipano neonazisti e dove si urlano slogan a braccia tese; passando per i saluti romani di militanti e simpatizzanti di destra, apparso in Campidoglio a Roma, a seguito della vittoria elettorale di Alemanno e definiti "pittoreschi"; fino alle dichiarazioni del neopresidente della Camera, lo sbiadito Fini, che approfitta della morte di Nicola Tommasoli per fare speculazione politica, paragonando una bandiera bruciata ad un vile omicidio, e considerando quel gesto più grave di un'uccisione.
Dovrebbero riflettere sulla gravità di certe parole, sulle responsabilità che quelle indecenti affermazioni hanno nei confronti di ignobili gesti come quello di Verona. Ed invece continuano a minimizzare, e perciò praticamente a tollerare che dopo oltre sessanta anni dalla caduta del fascismo, si possa ancora morire per mano fascista.

4 commenti:

bruno carioli 6 maggio 2008 13:27  

Fini, il nuovo teorico degli opposti estremismi ? o il nostalgico giustificazionista ?
Forse semplicemente uno che quando non non ha il testo scritto cui attingere per le proprie dichiarazioni, sfiata come sa e come può.

Antonio Nemo 6 maggio 2008 14:07  

Hai ragione: non si può morire nel 2008 per mano fascista. La Resistenza non è ancora finita, la Liberazione non è ancora completa.

Ti propongo scambio di link: il mio blog è Punto di Scontro http://puntodiscontro.blogspot.com

Crocco1830 6 maggio 2008 15:11  

@ bruno: Fini non è certamente uno sprovveduto e perciò non credo che la sua sia una gaffe. E questa considerazione mi preoccupa.

@ antonio nemo: esatto, perchè di ex fascisti che non si portano dietro alcuno strascico nostalgico del ventennio, onestamente non ne vedo.
p.s.: ok per lo scambio link.

Franca 7 maggio 2008 10:24  

Concordo in pieno.
Stesso argomento anche da me

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