Un dramma quotidiano e l'immoralità della politica
"Oggi 21 gennaio 2007, torno a casa alle ore 19 dopo una giornata passata in biblioteca su mattoni di libri. Apro la porta. Trovo tutte le luci spente solo la camera in fondo, quella dei miei genitori è accesa. Ma la luce è bassa come curvata è la schiena di quell'uomo seduto sul letto: mio padre, 55 anni, operaio da sempre, onesto, non ha mai rubato, mai accettato denaro... Questa mattina era uscito per andare a lavorare, come sempre. Eppure questa sera eccolo là, occhi bassi e in silenzio. Sapete perché? Perchéun uomo adulto sembra morto? Oggi nella pausa pranzo, il direttore lo chiama in ufficio, lo fa sedere e poi mettendogli un foglio davanti gli dice: «tieni Massimo firma qui. Se vuoi leggi comunque lo devi firmare per forza. E' il tuo licenziamento». Motivo? Tagli del personale! Addirittura senza un preavviso. Voglio solo dire che mentre mio padre è ancora lì, seduto e piange, io non ho neanche fame. Ho 23 anni studio per fare un qualcosa di grande nella mia vita ma dubito che questo Paese possa aiutarmi a crescere. Non è giusto. Non lo è per un uomo, per nessuno..."
C'entra Massimo e con lui quelle tante centinaia di persone che si sentono dire, chessò: "Ci dispiace, ma dobbiare tagliare il personale"; oppure "non ci sono i soldi per pagarti il salario"; o ancora "sali su quella cazzo di impalcatura, senza fare troppe storie!"; c'entrano - dicevo - queste vicende quotidiane con l'attuale situazione politica? C'entrano con il caso Mastella e consorte, con Totò "vasa-vasa" Cuffaro condannato a cinque anni per favoreggiamento di un boss mafioso e con la crisi di Governo? Mi rendo conto che il nesso potrebbe apparire un po' forzato, ma se si considera che la politica dovrebbe considerarsi un'attività umana che attraverso la conquista del potere, si prefigge il compito della distribuzione delle risorse, sia materiali che immateriali, si impone una questione morale che mette in relazione le recenti vicende politiche, con la storia raccontata da Marty nella sua lettera e la moltitudine di vicissitudini quotidiane simili.
La politica italiana ha scelto di allearsi con altri poteri e con questi di condizionare, assogettandola, la vita dei cittadini, privandoli di quella libertà che dovrebbe invece essere garantita e della giustizia sociale necessaria.
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