venerdì 28 marzo 2008

Altre piattaforme al largo di Ortona. Vogliono estrarre petrolio e lasciare inquinamento.

Il Centro Oli che l'Eni vorrebbe impiantare ad Ortona, praticamente uguale a quello già da anni in funzione a Viggiano, con i danni che i cittadini di quel territorio subiscono e raccontano, è stato per il momento fermato. Almeno fino al 31 dicembre prossimo.
E' stato fermato per ora il petrolchimico, ma si nota l'intensificarsi delle estrazioni petrolifere, specie in mare. Proprio al largo di Ortona, sono partite le estrazioni di petrolio, con piattaforme semisommergibili. Ed ora solo al largo di Ortona se ne contano 7 di piattaforme.

Nuove fonti di inquinamento si vanno ad aggiungere, come spiega la professoressa dell'Università dello stato della California, Maria Rita D'Orsogna nel suo blog, dovute alla normale attività estrattiva. Sostanze inquinanti delle quali la normale attività di estrazione non può fare a meno di utilizzare e la cui composizione chimica, è guarda caso segreta.
Così come è apparso evidente che dietro la sospenzione delle attività di realizzazione del petrolchimico dell'Eni, vi erano motivazione elettorali, altrettanto evidente è la scelta politica di ridurre l'Abruzzo a regione da sfruttare energeticamente.
Non è un caso che al largo della costa abruzzere già da tempo di estragga petrolio e gas e che le intenzioni vadano verso l'incremento della produzione, oltre che nella realizzazione di nuovi e devastanti progetti (vedi articolo de L'Espresso).
Una scelta politica silenziosa, strisciante e meschina che ridurrà quella che oggi è chiamata Regione Verde d'Europa, a regione colonizzata. Perchè le risorse energetiche estratte faranno i profitti dei colonizzatori come l'Eni, mentre quando non sarà più conveniente lo sfruttamento del territorio, lo abbandoneranno lasciandosi alle spalle aree ridotte a deserti. Lasceranno cioè in eredità agli abitanti, terre dove non sarà più possibile fare alcuna attività e dove gli unici dati in incremento, saranno quelli relativi a malattie ed inquinamento.


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Da domani i candidati politici la finiranno di dare i numeri

Ultime ore di divulgazione di sondaggi elettorali e poi ... poi non si sa bene cosa dovremo stare a sentire, di questa scialba campagna elettorale. Infatti la legge n. 28 del 2000 vieta, nei quindici giorni precedenti la data delle votazioni di rendere pubblici o, comunque, diffondere i risultati di sondaggi demoscopici sull'esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori.
Il divieto vale ovviamente anche per tutti i sondaggi effettuati prima dei quindici giorni che precedono il voto. Per cui non potranno più essere divulgati i dati della caterva di sondaggi commissionati.

I nostri politici la finiranno di dare i numeri a loro esclusivo uso e consumo, finalizzati alla mera tattica politica. Solo che dubito che si potrà cominciare ad ascoltare qualche proposta concreta per il futuro governo. Non sono sicuro che da domani si comincerà a parlare ed a confrontarsi sui programmi. Non mi aspetto dibattiti tra due o più candidati, che entreranno finalmente nel merito delle cose, evitando i soliti slogan propagandistici.
Da domani mi aspetto un'ulteriore caduta di stile della campagna elettorale, maggiori volgarità, offese da prime pagine, unici metodi per riempire il buco nero della politica. E quando si avrà l'occasione di alzare il livello del dibattito politico, la si perderà quell'occasione a favore della sterile propaganda.
E se questo è ciò che ci aspetta, credo proprio che sarò costretto a rimpiangere quel dare i numeri dei candidati politici. Vuol dire che mi accontenterò delle estrazioni del lotto.


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venerdì 21 marzo 2008

Basta con le discriminazioni, firma anche tu la proposta di legge promossa da Anmic

[Dall'ottimo blog Il Vaso di Pandora della brava Tisbe, copio e divulgo questa importante iniziativa, che mi vede aderire con convinzione]

Cari amici blogger, vi chiedo un aiuto per mettere fine ad una discriminazione che dura da troppo tempo. Vi chiedo di diffondere l'iniziativa di cui parlerò in questo post e di firmare voi stessi.
L'Anmic è un'associazione che sostiene, con grande professionalità ed interesse, gli invalidi civili con assistenza legale, consulenza interpretazioni leggi, assistenza compilazione domande... e tanti altri servizi.
Ebbene la Anmic ha avanzato una proposta di Legge di iniziativa popolare per equiparare le pensioni degli invalidi civili alle pensioni minime.



FIRMA ANCHE TU, COME FARE:
L’ANMIC ha avviato un’importante iniziativa legislativa popolare per l’incremento delle pensioni e degli assegni degli invalidi civili.
Se vuoi aderire alla raccolta delle firme promossa dalla nostra Associazione devi rivolgerti alla sede ANMIC della tua provincia.
Ti saranno indicati giorni ed orari in cui recarti presso le nostre sedi, portando con te il documento di identità.
Confidiamo nel tuo sostegno e nella tua collaborazione.
SCARICA IL FILE IN F.to WORD DI TUTTE LE SEDI DOVE POTER FIRMARE


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Secondo Berlusconi si muore sul lavoro per colpe delle vittime. All'indecenza non c'è mai fine!

"Bisogna andare nella direzione dell'informazione, della prevenzione e della formazione: è quello il grande lavoro che si deve fare, anche perchè molti incidenti capitano per un comportamento colpevole degli interessati". Lo ha detto Silvio Berlusconi, parlando alla platea degli invalidi e dei mutilati sul lavoro, a proposito della sicurezza sul lavoro. "Su questo io credo dovremmo veramente metterci d'accordo - ha aggiunto Berlusconi - su come per certi lavori stabilire delle attività formative obbligatorie"
[fonte www.apcom.net]

Capito? 1300 morti l'anno, oltre un milioni di infortuni, di cui centinaia di migliaia invalidanti in modo permanente, sono in tanti casi provocati da comportamenti colpevoli, non delle aziende che non fanno prevenzione, e nemmeno dei datori di lavoro che risparmiano in dispositivi di protezione.

Secondo il Berlusconi-pensiero quegli infortuni e quelle morti sono spesso causa di comportamenti colpevoli delle vittime. Per questo, lo psiconano è "convinto che non si debba andare nella direzione della repressione".
Certo che se i colpevoli delle morti sul lavoro sono le vittime stesse, diventa difficile fare repressione. Ma è oltremodo strano sentire parlare in questi termini, uno che vorrebbe ripulire le strade, da ogni cosa che possa turbare il senso di sicurezza degli italiani. E chissà perchè, la repressione prende sempre e solo la strada, che porta dritti a colpire i più deboli, mentre si ferma quando ha di fronte un potere forte. Anche in questo caso. Di fronte alle evidenti mancanze da parte delle imprese (parte forte in causa nella tragica guerra quotidiana del lavoro) nella tutela dell'integrità fisica dei lavoratori, la spada della repressione deve fermarsi.
Certamente, affinchè possa realizzarsi una reale ed efficace lotta agli infortuni sul lavoro, si deve percorrere la strada della prevenzione in primo luogo e della formazione ed informazione dei lavoratori. Solo che prevenzione, formazione ed informazione sono obblighi in carico alle aziende, ma guarda caso, proprio su questi elementi le imprese sono spesso inadempienti. Non si capisce allora, a chi si rivolga Berlusconi quando invoca la necessità di svolgere quelle attività.
Si capiscono invece chiaramente, le intenzioni dello psiconano, visto che il senso delle sue parole può essere riassunto in tre elementi: 1) le cause delle morti sul lavoro sono da ricercare nei comportamenti delle vittime; perciò 2) nessuna azione di repressione verso le aziende, che non hanno colpe e conseguente depenalizzazione degli inadempimenti; 3) fare prevenzione, formazione ed informazione, ma non a carico delle aziende.
Le solite argomentazioni di chi vuole continuare indisturbato, a fare profitti sulle spalle dei lavoratori e troppo spesso anche sulla loro pelle.


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mercoledì 19 marzo 2008

Fini e Veltroni fanno a gara di altruismo ... e di ipocrisia!

Di programmi per il prossimo governo è bene non parlare. D'altronde, è cosa nota, gli impegni presi dal PD e dal PdL sono molto simili tra loro ed antrambi rispecchiano le richieste di Confindustria, elencate dall'ex presidente dell'associazione degli industriale Luca Cordero di Montezemolo.
E allora meglio puntare su altro, per convincere la massa di indecisi, che sembrano essere in numero molto maggiore rispetto alle precedenti elezioni. E su cosa puntare? Niente di più semplice di buttarsi su sul vecchio e mai sorpassato, facile populismo.

Così, mentre Veltroni intrattiene la piazza di Varese con i suoi "ma anche" e con richiami al patto operai-imprenditori (sic!), Fini lo chiama ipocrita, perchè «Veltroni propone di ridurre l'indennità ai parlamentari», ma lui, Veltroni, a «52 anni percepisce una pensione di 5.216 euro netti al mese». Veltroni non manca ovviamente di replicare che «Fini ha perso un'occasione per stare zitto. Avevo chiesto di poter rifiutare quei soldi ma non è possibile. Così li ho spesi nelle cose in cui credo».
E allora, via con la corsa alla candidatura di migliore benefattore. Veltroni si candida a leader dei mecenati per avere «dato 100.000 euro in beneficenza». Ma è incalzato dal caritatevole Fini, che ha detta del suo entourage «guadagnando il doppio del segretario del Pd avrà certamente contribuito con cifre doppie delle sue ad aiutare chi è meno fortunato».
Mi chiedo se questi due personaggi politici, discutendo delle loro facili pensioni e dei loro lauti compensi, si rendano conto di quanto percepisce mediamente un pensionato o di quale sia lo stipendio ed il salario della stragrande maggioranza dei lavoratori in Italia. E neppure credo si rendano conto, i due politicanti, che quelle pensioni e quegli stipendi e salari generalmente percepiti, non bastano a condurre una vita dignitosa.
Mentre Fini e Veltroni si lanciano frecciate sulle loro pensioni, in Italia ci sono migliaia di pensionati che cercano di calmare i morsi della fame rovistando nella spazzatura.
Questi due politicanti, anzichè fare a gara in un presunto campionato italiano di filantropia, farebbero bene a rileggersi i loro programmi, dove la parola "pensione" è nominata una volta sola in quello del PdL e mai in quello del PD. Mentre le parole stipendio o salario mai sono citate nel programma del PdL ed una volta sola in quello del PD. Uno pari ... palla al centro. La sfida può continuare, ma gli spalti si stanno svuotando!


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martedì 18 marzo 2008

La Chiesa non schiera ... dovrà essere la politica a schierarsi con la Chiesa

I vescovi italiani sottolineano di non schierarsi con alcun partito politico ma chiedono «agli elettori cattolici, ai candidati cattolici e ai futuri eletti di richiamarsi ai valori fondamentali della Chiesa» e tra questi «la difesa della vita» e la tutela della famiglia tradizionale. Se il voto spesso si orienta sulle «urgenze del quotidiano», per i credenti - ha detto Betori - «le urgenze vanno sempre proiettate su un orizzonte di grandi valori». [fonte www.corriere.it]

Ah ... bene. Meno male che la CEI non si schiera apertamente a fovore di questo o quel partito politico. Certo che in caso contrario sarebbe stata una evidente ingerenza, nella vita politica italiana, da parte dei vescovi.

Ora, i vescovi cattolici, non si schierano più. Dicono di tenersi lontani dalla vita politica italiana. Dicono i vescovi, di non volere interferire nelle scelte che investono la vita pubblica e la sfera privata dei cittadini italiani. Loro, i vescovi, se ne staranno buoni a predicare di cose religiose. E mentre loro penseranno ai valori cattolici, dovranno essere i partiti politici a schierarsi con la CEI. Non dovranno interferire, i politici cattolici, nella definizione della scala dei valori, che sarebbe una grave invadenza della politica nella sfera religiosa. Dovranno, i politici cattolici, richiamarsi ai valori fondamentali della Chiesa ed accettarli, senza discutere.
Soprattutto, senza discutere di famiglia tradizionale, fondata sul matrimonio tra un uomo ed una donna, che attraverso consueti e ben codificati rapporti sessuali e possibilmente senza godere troppo, concepiscono una o più volte. Ed ogni volta, si consideri vita ogni spermatozoo impiantato in un ovulo e lo si porti alla nascita. Non importa se quella che potrà diventare vita autonoma sarà voluta oppure no, se potrà realmente godere di una vita o non ne avrà la possibilità, se sarà frutto di un amore o meno. Qualla che potrà diventare una vita autonoma, dovrà per forza essere accettata all'interno della famiglia tradizionale, che deve per forza essere fondata sul matrimonio.
Ma a questi valori cattolici, i politici italiani dovranno richiamarsi da soli, senza aiuti da parte della Chiesa. Perchè la Chiesa non schiera, altrimenti sarebbe una evidente ingerenza nelle scelte politiche di uno Stato laico. (sic!)


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I giochi olimpici oscureranno la repressione

Come in ogni azione di repressione da parte di un determinato potere, anche per la vicenda tibetana di questi giorni, è in corso una vera e propria propaganda. Così, mentre il Dalai Lama accusa il governo cinese di compiere un «genocidio culturale», il primo ministro cinese parla di rivoltosi che hanno compiuto «saccheggi e incendi» ed hanno ucciso «in modo estremamente crudele cittadini innocenti». Intanto il governo cinese ha ora propibito l'accesso internet al sito Youtube, dopo che in rete sono comparsi diversi filamti amatoriali sulla repressione cinese in Tibet.
Rimane la certezza di una violenta e sistematica violezione dei diritti umani nei confrotni dei Tibetani, per le quali in questi giorni si elevano indignazioni da più parti. Ma alzi la mano chi conosce reali e concrete manifestazioni di protesta o presa di posizioni da parte di governi o altri centri di potere, che non siano semplici parole di condanna.

Nessuno di quei potentati che si mettono in fila per esprimere a turno parole di condanna, hanno mai fatto notare un'incrinazione nei rapporti politici ed economici con la Cina. Non è conveniente visto che, seppure si notano rallentamenti nell'economia cinese, rimane pur sempre un mercato da continuare a sfruttare. Dove poter importare prodotti per una popolazione molto numerosa; dove poter impiantare ancora per un po' fabbriche con mano d'opera a basso costo; dove quest'anno si svolgeranno le olimpiadi, fonte di guadagno per diversi poteri economici.
Sembra infatti siano stati spesi, per i prossimi giochi olimpici, circa 37 miliardi di dollari e di più ne frutteranno, secondo le stime. E' difficile allora immaginare un boicottaggio delle prossime olimpiadi. Potrebbe darsi che qualche atleta, spinto da personali convinzioni, decida non partecipare, ma resterebbe un caso isolato, che produrrebbe al più un piccolo spazio nei giornali o un accenno in qualche TG, per poi finire dimenticato il giorno successivo. Mentre un'azione di boicottaggio, per avere effetti concreti, dovrebbe partire dai comitati olimpici nazionali ed internazionali; dai governi; dalle federazioni sportive.
Possiamo stare pur certi che ciò non avverrà ed allora assistiamo oggi alle solite, ipocrite, insensate, inutili e nemmeno troppo dure parole di condanna verso la repressione cinese nei confronti dei tibetani; tra qualche mese, quando tutto sarà già dimenticato o scientemente oscurato, ci sarà concesso di goderci i giochi olimpici all'insegna del "volemose tanto bene", animati da penetrante spirito decoubertiniano.
Possiamo essere certi, che quell'evento non sarà disturbato dal fruscìo di tonache arancioni, che si muovono in corteo sulle strade; tantomeno dallo scoppio dei fucili della repressione cinese.




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lunedì 17 marzo 2008

La famiglia secondo le convinzioni di un clericofascita

Chissà, forse Cirrapico, ex(?)fascista dell'ultima ora e candidato nelle file del PdL, se la sarà presa con lo psiconano, che pochi giorni fa aveva detto che il Ciarra è un candidato tra altri mille e che perciò conta come il due di coppe, quando la briscola è bastoni. Oppure no. Certamente il Ciarra è proprio così, clerico-fascista mai pentito, estimatore di Almirante e Benedetto XVI, sua stella polare.
Rimane il fatto che l'editore, imprenditore, pluricondannato, candidato del PdL Ciarrapico, ha rilasciato questa intervista esclusiva concessa a Petrus, quotidiano on line sul pontificato di Benedetto XVI, nella quale definisce ciarpame ogni unione che non sia vincolata da un matrimonio.

La famiglia tradizionale che il clericofascista Ciarrapico probabilmente intende, unica secondo lo stesso ad elevarsi dal ciarpame, sarebbe formata da un uomo ed una donna, uniti in matrimonio davanti ad un altare, con il marito che lavora mentre la donna accudisce la casa ed alleva la prole, rigorosamente numerosa e possibilmente di sesso maschile.
Il fascista Ciarrapico, deve avere dimenticato di staccare qualche pagina dal calendario, non essendosi accorto che le famiglie hanno assunto nel tempo varie forme: ristrette ed allargate, etero ed omosessuali, miste. Una varietà di nuclei familiari che ha probabilmente contribuito ad una crescità culturale, fondata sulla conoscenza ed accettazione delle diversità.
Considero pericolose certe affermazioni, già sentite in altri termini forse con meno volgarità ed aggressività, non credo che si possa pretendere da un personaggio come Ciarrapico, un'apertura verso altre culture, verso diversi modi di intendere la famiglia, men che meno un'accettazione di altri modi di vivere la sessualità diversi da quelli lui considerati. Ma allo stesso tempo, non credo che possano essere accettate lezioni di moralità su questi temi (ma probabilmente nemmeno su altri), da un personaggio condannato in via definitiva per sfruttamento di lavoro minorile.


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La forza di un sorriso contro il neuroblastoma

Con questo post, manifesto la mia adesione ad una bella iniziativa ideata da Comicomix ed intitolata "Un sorriso lungo un anno". L'iniziativa è nobile e si prefigge di sostenere la lotta al neuroblastoma, un tumore dell'infanzia che rappresenta la prima causa di morte in età pediatrica.
Bel titolo per una grande iniziativa, che ricorda il valore di un sorriso.

Non delle fragorose risate che ormai troppo spesso, si sentono grasse per inutili volgarità. Questa iniziativa richiama al valore di un sorriso, come gesto semplice di comunicazione, di confronto e di apertura agli altri. Un gesto semplice di cui si sente la mancanza e sempre più la necessità e di cui dovremmo tornare ad impararne la spontaneità.
Un gesto semplice ma pieno di significato, il sorriso, la cui forza non saprei descrivere meglio di come ha fatto, uno dei miei poeti preferiti.


Il tuo sorriso
Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.

Pablo Neruda


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Quel polipone di don Calogero Marollo vuol colpire ancora ...

[dal blog semidiceviprima, ricevo questa ottima segnalazione. Uno scoop non smentibile, che sono lieto di pubblicare]

SEMPRE a FRECA’ E STRILLA’?

Di C.I.A. non c’è una sola. C’è anche una C.I.A. Consorzio Imprese Abruzzesi che è un Consorzio con attività esterna con sede ad Ortona. Ha come oggetto sociale l’acquisizione di lavori e forniture nel settore dell’energia e si prefigge lo scopo di creare una struttura dinamica in grado di offrire servizi globali in relazione agli investimenti che la società Eni divisione Agip e’ in procinto di sviluppare nel Centro Sud d’Italia ex settore DORT ORPR etc.

In altri termini: anche il Centro Oli!! La costituzione è lontana ,il 2002;il Fondo consortile è modesto: € 10.000. Ma indovinate chi c’è tra le imprese componenti il consorzio(sono 10 in totale)? La SMI e la Marrollo Costruzioni. E sapete chi c’è tra gli amministratori? Come Vice Presidente Canci Francesco Paolo,fido di Calogero Marrollo; come consigliere lo stesso Calogero Marrollo. Cioè l’ineffabile Presidente della Confidustria Abruzzese che si è molto risentito della perimetrazione della costa teatina. Forse qualche piccola ragione può avanzarla. Lui esterna come Presidente della Confindustria. Ma non sarà che alza la voce perché - alla faccia dei codici etici di Confindustria - ci sono SUOI affari che vengono meno? Come BuySell insegna, lui non si fa mancare niente. SEMPRE a FRECA’ E STRILLA’?

P.S.: sull’ultimo numero dell’Espresso nel servizio sui finanziamenti ai partiti per il 2006 e 2007, a parte le generose dotazioni di Toto, non può sfuggire che Bluserena SpA Montesilvano (PE) ha finanziato mezzo mondo politico abruzzese (ex DS e ex Margherita,in primis). Voi direte che c’è di strano? Credo che i Maresca di Bluserena SpA abbiano anche corposi interessi nella sanità abruzzese…




Qui il resto del post


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venerdì 14 marzo 2008

Marrollo contro i vincoli naturalistici sul Parco Nazionale della Costa Teatina



[Vasto (CH) - Punta Aderci Uno degli scorci più belli del Parco Nazionale della Costa Teatina]

E' dovuto solo passare un po' di tempo. Solo pochi giorni e le prime, dure critiche alla legge regionale che ha sospeso, fino al 31 dicembre 2008, ogni rilascio di autorizzazioni a costruire nuovi insediamenti industriali insalubri di prima classe, sono puntualmente arrivate.
A dire il vero, c'era da aspettarsi anche da chi potessero arrivare. Da chi ha maggiori interessi anche all'insediamento del Centro Oli dell'Eni: la parte padronale. Infatti, la legge regionale sospende di fatto anche ogni iniziativa intesa a costruire il petrolchimico.

Ed in particolare, ad attaccare la legge regionale è, manco a dirlo Calogero Riccardo Marrollo, presidente di Confindustria Abruzzo.
In sostanza Marrollo dice che la legge blocca lo sviluppo della regione. Poichè di fatto sono sospese le autorizzazioni per l’insediamento di nuove industrie insalubri classificate di prima classe, c'è da chiedersi cosa intenda per sviluppo Marrollo e l'Associazione da lui presieduta.
Evidentemente, come ci hanno abituato gli industriali, per sviluppo deve intendersi incremento del profitto, nel modo più facile e più rapido. Che questo sviluppo passi per la distruzione di un territorio e per l'azzeramento del diritto alla salute dei cittadini, poco importa.
E' evidente anche, che oltre al modello di sviluppo finora adottato, chi detiene le redini del sistema produttivo non ha voglia di andare. Un sistema produttivo che sfrutta fino ad esaurirla, ogni risorsa disponibile.
Solo ragionando con la logica padronale, si possono considerare dannosi dei limiti imposti per legge, con il fine di proteggere un'area di elevato pregio ambientale, come quello del Parco Nazionale della Costa Teatina.


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La campagna elettorale come una partita di poker

Un continuo show, questa campagna elettorale 2008. Colpi di scena a ripetizione e rilanci, come si stesse giocando una partita di poker.
Da quando è praticamente partita la campagna elettorale, non è stato altro che un susseguirsi di inseguimenti al sensazionalismo.
Veltroni lancia il PD che corre da solo alle prossime elezioni, Berlusconi crea il PdL partito unico della destra. Poi il PD non corre più da solo e il PdL non è un partito unico.
Allora Veltroni realizza un programma, snello e di pochi punti e Berlusconi dice di essere stato copiato (a dire il vero, sembra avere ragione). Veltroni comincia a girare in pullman e Berlusconi tira fuori 200 camper.

E avanti con la stessa logica, quando si parla di candidature: uno Colaninno, l'altro la Brambilla; uno il generale Del Vecchio, l'altro l'ex generale Speciale; uno Achielle Serra, l'altro Scelli.
Solo che non basta, i colpi di scena delle candidature possono cominciare ad annoiare ed allora bisogna inventarsi altro e diventa lecito anche riabilitare il fascismo e qualche camerata.
Discorsi? Pochi, elaborati tra offese lanciate da una parte all'altra. Fini è una valletta e uno sguattero. Veltroni come Hudini ma anche Zelig e via discorrendo.
Ma in sostanza, nella cabina elettorale, come andremo a scegliere? Sulla base di cosa? Quali sono i programmi con i quali i candidati dei due maggiori partiti, si candidano a governare? Sono stati pubblicati, poco diffusi e meno ancora discussi. Forse perchè tanto simili, da sembrare scritti dalle stesse mani ed entrambi molto vicini al decalogo di Confindustria.
Forse per questo nè al PD, nè al PdL, conviene discutere di programmi. Però almeno ogni tanto se ne può parlare, o farne parlare. Ed a questo ci ha pensato Berlusconi, quando ha stracciato il programma del PD.
Non riesco ad attribuire meriti allo psiconano. Ma uno, per una volta, bisogna riconoscerglielo: è stato l'unico che, in un modo o nell'altro, ha fatto parlare di programmi elettorali.
Poveri noi!


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Se vuoi migliorare la tua vita da precario, devi prostituire la tua vita. Parola dello psiconano.

Silvio Berlusconi, ospite ieri sera al Tg2, risponde con una battuta alla domanda di una giovane studentessa. La ragazza si rivolge al Cavaliere per chiedere come il Pdl intende aiutare le giovani coppie chevogliono mettere su famiglia senza un posto fisso. «Io, da padre - ha risposto Berlusconi sorridendo - le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere; e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere».
(fonte RaiNews24)

Hanno destato sconcerto queste parole dello psiconano. Perchè evidenziano una lontananza della politica dalla realtà. E' vero, quanta poca considerazione, per la drammaticità di una vita da precari. Quanta poca consapevolezza, delle difficoltà quotidiane che un precario è costretto ad affrontare, da cui molte volte rimane irrimediabilmente sconfitto.
Ma in un certo senso ed anche se involontariamente, Berlusconi ha descritto perfettamente la realtà di una vita precaria.

Cosa ha detto in sostanza lo psiconano? Volendo decifrare quelle parole, Berlusconi ha praticamente detto alla ragazza, che il mercato del lavoro è questo: precario, sottopagato, sfruttato e buttato via quando non serve più. Un lavoro usa e getta, che bene si adatta alla nostra epoca di consumismo sfrenato. Il mercato questo esige e questo bisogna dargli, modificarlo è impossibile e poi lo psiconano, ovviamente non ha alcuna voglia di cambiarlo questo sistema.
E allora qual è il rimedio secondo Berlusconi? Vendersi, anzi, sverdersi. A chi? Ovvio, ad uno che ha disponibilità di denaro. Svendere la propria vita o la propria professionalità. Svendere i propri progetti di vita ed i sogni di un futuro diverso. Rinunciare ai propri bisogni di persona libera ed indipendente, abbandonadosi alla potenza economica di qualcun'altro.
Non è forse questo ciò che già avviene? Nel sistema di produzione attuale, i lavoratori non sono forse già costretti a svendersi? Non sono forse già costretti i lavoratori, a "prostituire" la propria vita a chi può permettersela, cioè ai padroni?

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giovedì 13 marzo 2008

Lavoro senza valore e persone svuotate della dignità

Il lavoro continua a fare vittime.
A Chivasso Antonio Stramandinoli, manutentore di 37 anni, muore colpito al petto da un grosso pistone del macchinario sul quale stava intervennendo.
A Torino, Luigi Roca, operaio di 39 anni, si toglie la vita dopo il mancato rinnovo del contratto. Ha lasciato alla moglie ed ai due figli una lettera, nella quale dice: «Sono triste perché mi sono stati tolti il lavoro e la mia dignità, perdonatemi».
Altre centinaia di persone muoiono ogni anno di lavoro, nel silenzio generale e nell'anonimato. Sono i morti per malattie professionali, quelle che colpiscono silenziosamente, dopo anni di duro lavoro esposto ad un rischio. E' il caso, ad esempio, dei morti di tumore per esposizione all'amianto.

Morti sul lavoro, per incidenti che possono essere evitati; morti di lavoro per esposizione, prolungata e continuativa ad agenti cangerogeni; morti per il lavoro che non c'è, o che c'è a determinate condizioni, ma non per tutti. Non per chi ad esempio è uscito dal mercato del lavoro ed è considerato, troppo vecchio per essere reinserito e troppo giovane per essere pensionato.
La parola lavoro distante dalla morte solo per una preposizione. Ad accomunare tutte quelle morti, è che sono causate dal lavoro. Dal lavoro organizzato solo per il profitto. Un lavoro che assume valore solo in quanto mezzo di accumulazione del capitale.
Il lavoro ancora considerato una merce e come tale, da usare, sfruttare, consumare e poi buttare via quando diventa inutile al profitto. Oggi, nell'epoca del consumismo, questo concetto viene esasperato ed allora il lavoro diventa un prodotto usa e getta. Ed avendo la caratteristica dell'usa e getta, è inutile investire su di esso.
Così diventa inutile investire nella protezione contro gli infortuni; inutile investire nella prevenzione contro i danni alla salute, provocati dall'esposizione ad un rischio lavorativo; inutile investire sulle professionalità, tanto oggi servono, domani chissà.
In questo sistema produttivo, la persona regredisce a contenitore della merce lavoro. L'uomo è svuotato della propria dignità. E quel vuoto lo uccide.

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mercoledì 12 marzo 2008

Aspettiamoci un Parlamento peggiore di quello precedente

Ha fatto parlare e tanto, la candidatura dell'editore Ciarrapico (tra le pubblicazioni quasi solo libri che inneggiano al fascismo), perchè non ha mai rinnegato il ventennio, salvo poi correzioni dell'ultima ora. Certo che ritengo pericolosa questa continua legittimazione di personaggi che, nel migliore dei casi non rinnegano il fascismo, in altri lo rimpiangono. Fatti di cronaca, che dovrebbero essere continuamente aggiornati, di vigliacche azioni di gruppi neofascisti, avvengono già quotidianamente.

Berlusconi considera la candidatura di Ciarrapico necessaria ed è ovvio a cosa la si ritiene necessaria: attrarre i voti de La Destra e simili, in un Lazio orientato a destra. In sostanza una candidatura "pubblicitaria" (ma per il caso specifico, si dovrebbe forse dire di propaganda).
In questo senso, quanto davvero è diverso il metodo del PD nella formazione delle liste elettorali? Secondo me, non molto.
Osservando come sono stati scelti i nomi per le liste elettorali, ma ascoltando quello che fino ad ora i leader di PD e PdL hanno avuto da dire, è evidente a mio parere una stessa filosofia propagandistica.
Certo che il sistema elettorale ha influenzato - e molto - i metodi, i programmi ed i nomi per questa campagna elettorale, che risulta sempre più orientata a scelte che hanno l'unico scopo di fare parlare. Una campagna elettorale condotta come fosse un continuo gossip.
A subirne le conseguenze saranno gli italiani, che si ritroveranno un Parlamento privo di personaggi in grado di orientare la politica verso le reali esigenze del Paese. Non che ultimamente l'Italia potesse vantare un gran numero di parlamentari dielevato spessore. Ma immagino il prossimo Parlamento, una delle peggiori rappresentazioni istituzionali della storia della Repubblica italiana.
Ci ritroveremo un Parlamento che sarà composto di rappresentanti di questo o quel leader di partito, di questo o quall'altro partito privo di ogni rappresentanza sociale, che faranno finta di farsi carico di programmi che volutamente richiamano ad una impossibile pace sociale. Certamente in questo Parlamento non siederanno deputati e senatori in grado di essere espressione della società italiana, notoriamente complessa e volutamente semplificata nelle gioco delle candidature.
Aspettiamoci qualcosa di peggio, di quanto ci stiamo lasciando alle spalle!

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