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lunedì 8 giugno 2009

L'85% degli elettori ha votato a destra, per il PDL, la Lega, il PD, l'IDV

Gli europei hanno votato ed hanno scelto un'Europa di destra. La scelta è chiara: gli europei vogliono una politica ultraliberista; conservatrice; xenofoba. E' stata data fiducia a quelli che sostengono la direttiva Bolkestein; che votano le inumane norme sui rimpatri; che sono favorevoli al testo che allunga l'orario di lavoro settimanale. Ed da questa deriva iperliberista e razzista hanno contribuito gli elettori italiani, più che nel resto d'Europa essendo stato l'Italia il Paese con la più alta affluenza alle urne.
Complici delle future politiche europee di destra sono anche coloro che hanno votato in Italia per il PD o per l'IDV, forse più degli astensionisti. Tanti, ne sono convinto, in maniera inconsapevole. Chissà quanti hanno votato per il PD conoscono l'attività europea di quel partito. E quanti di quelli che hanno scelto l'IDV, anche ingannati da un'opposizione salottiera del partito di Di Pietro, sanno cosa votano i loro eletti nel parlamento europeo? Molti forse non ne sono a conoscenza ed è ora che questa gente apra gli occhi.

La sinistra ha certo le sue colpe, è diventata in questi anni più televisiva che di piazza; non sempre ha saputo rivolgersi alle persone; non sempre ha saputo dare risposte concrete ai bisogni reali. Ma basta nascondersi dietro quelle colpe e cominciamo a vedere le nostre, che si chiamano prima di tutto disinteresse e indifferenza, e nella migliore delle ipotesi disinformazione. Come le scimmiette ci si mette le mani davanti agli occhi e sulle orecchie, ma nonostante tutto la bocca riesce troppo spesso a straparlare, magari per incitare all'odio contro il solito idraulico polacco, conseguenza della direttiva Bolkenstein. Ma quelli che con le mani si coprono occhi ed orecchie, si sono accorti che PdL, PD, UdC e IdV, tutti insieme appassionatamente in Europa hanno votato a favore della direttiva Bolkestein? E quanti di loro conoscono la direttiva Fava che prevede, per chi sfrutta il lavoro nero degli immigrati clandestini, l'unica "sanzione" di pagare il biglietto di rimpatrio, disincentivando la denuncia di sfruttamento contro i padroni? E sapete chi l'ha votata? Tutti i partiti, tranne la Sinistra Europea. E quanti di quegli elettori cloroformizzati sanno che partiti come PD e IDV, mentre in Italia fingono di opporsi al decreto sicurezza, in Europa hanno votato insieme alla destra una direttiva sui rimpatri anche peggiore del decreto sicurezza di PdL e Lega Nord?

Hanno chiesto un voto utile, anche questa volta, per chi? Anzi, per cosa? Per un tentativo di bipartitismo monopolitico? La spacciata coerenza di cui si fanno portabandiera certi partiti in Italia, è solo un inganno. Non ve ne eravate accorti? Per questa volta è troppo tardi! Ormai avete dato a quella gente la possibilità di prendervi per il culo per qualche anno ancora. A meno che non cominciate finalmente ad aprire gli occhi!

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mercoledì 4 febbraio 2009

Sbarramento al 4%. La democrazia del PDdL e di Veltrusconi

Un passaggio al Senato e poi la rappresentanza politica potrà essere solo un'illusione per milioni di italiani. Dopo l'approvazione alla Camera, PD, PdL e IdV voteranno ancora tutti insieme appassionatamente "sì" per lo sbarramento al 4% per le lelezioni europee decretando, per circa oltre 4 milioni di italiani, la fine della loro rappresentanza al parlamento europeo. Circa il 10% dei cittadini italiani senza rappresentanza politica in Europa. Questa è la democrazia del PDdL (Partito Democratico delle Libertà)?

Non c'entra la governabilità europea, visto che alle elezioni non consegue la formazione di un governo. Non c'entra nemmeno la frammentazione politica, che in Europa è difficilmente possibile, visto che per formare un nuovo gruppo parlamentare sono necessari almeno 20 europarlamentari, provenienti da 1/5 degli Stati membri. Considerando che l'Italia conta 78 deputati e gli Stati membri sono 27, si capisce la difficoltà a formare un nuovo gruppo.
E seppure questo fosse il motivo, il PD dovrebbe mostrare un minimo di coerenza e finalmente decidere e fare sapere ai suoi elettori, in quale gruppo dell'europarlamento finirà. Tanto per apparire un pochino serio e meno ridicolo. E soprattutto politicamente onesto almeno nei confronti degli italiani a cui chiede il "voto utile".

L'obiettivo vero e non dichiarato (o meglio, ipocritamente smentito) è quello di eliminare definitivamente la rappresentanza politica della sinistra, per avviare un regime di bipolarismo che porti, alla fine, in trionfo il Veltrusconismo.
Tutto in nome della governabilità e di una pericolosa smania di decisionismo, per la quale si è disposti a sacrificare anche un po' di democrazia. Ecco dov'è il pericolo: l'esasperazione governativa a discapito anche della democrazia (o di quel che ne rimane). Che altro non significa che esaltazione dell'esecutivo e mortificazione della rappresentanza. Squlibrio tra poteri.

Prepariamoci a prossimi inciuci, a concessioni fatte in nome di una inutile "opposizione responsabile" (che vada per la responsabilità, ma a quando è prevista l'opposizione?). Prepariamoci a regalie politiche per interessi di segreteria. E soprattutto, prepariamoci a decenni di governo di destra.

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lunedì 19 maggio 2008

Alla Boniver il premio oscar per la proposta più idiota in tema di rifiuti in Campania

Napoli sta vivendo una nuova emergenza spazzatura. Non che si fosse risolta la questione, seppure momentaneamente. Di fatto la gestione dei rifiuti (non direi campani, ma) presenti in Campania, è rimasta pressochè la stessa: inutile a gestire la situazione; inefficace pure nella temporaneità; sanzionabile dalla comunità europea, perchè non rispetta le norme in materia di rifiuti.
Intanto sta per terminare il mandato di commissario straordinario per l'emergenza rifiuti in Campania, affidato al superpoliziotto De Gennaro, ma nonostante tutto, niente pare cambiato.
C'è chi dice che occorrono più discariche e chi propone nuovi cancrovalorizzatori (il termine termovalorizzatori è ingannevole).
Ma il premio oscar per la proposta più idiota avanzata finora, non può non essere assegnato alla deputata del PdL Margherita Boniver, che propone l'utilizzo di immigrati clandestini per raccogliere la spazzatura a Napoli.
La Boniver ha pensato (una tale mente geniale non poteva non essere in parlamento, sic!) di

«utilizzare la presenza di migliaia di immigrati irregolari (ma non criminali) che vengono sfruttati in agricoltura per ripulire la città ed ottenere in cambio la regolarizzazione dei loro permessi di soggiorno».

Sostanzialmente e fuori dal linguaggio politichese, la Boniver vorrebbe approfittare della condizione di clandestinità di alcuni immigrati, toglierli dalle mani del caporalato campano ed affidarli alle grinfie di un caporalato che sarebbe di Stato e legalizzato.
Non c'è possibilità di regolarizzare lo status di immigrati, se non attraverso la svendita di braccia al mercato statale della mano d'opera.
Di nuovo gli immigrati non sono considerati persone in carne ed ossa, ma semplicemente braccia da utilizzare. Non soggetti possessori di diritti umani e civili inalienabili, ma portatori di diritti spendibili al banco dei pegni, in cambio di uno status di liberi sudditi in territorio italiano.
Dichiarazioni come quella di Margherita Boniver, sparata dopo l'intenzione di introdurre il reato di clandestinità, le perquisizioni sommarie nei campi nomadi, le volontà di alcuni di deportare in massa gli immigrati clandestini, assume un senso solo nell'attuale condizione di dilagande ed ingiustificata intolleranza, che ricorda brutalmente il periodo fascista.

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venerdì 18 aprile 2008

Primo obiettivo del prossimo governo di destra: fare carta straccia del TU sulla sicurezza sul lavoro

Da dove si comincia? Dall'abolizione dell'ICI, dalla riduzione delle imposte alle imprese, dalla revisione della Legge 194? Niente affatto. Il prossimo Governo di destra sembra voglia ripartire da dove quello di centro sinistra aveva terminato: la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro, è stato approvato pochi giorni prima delle elezioni dal precedente Governo Prodi. La firma del Presidente della Repubblica Napolitano è stata già apposta. Ora ci si sarebbe attesi una rapida ed efficace applicazione nei luoghi di lavoro.
Dal mondo del lavoro, era stato tirato un sospiro di sollievo, perchè non era affatto detto che si potesse arrivare a conclusione rapida, di un iter legislativo che si trascinava da diversi mesi. Se il Testo Unico non fosse stato approvato, il mandato al Governo sarebbe scaduto e tutto quanto fatto fino ad allora sarebbe stato inutile.
Nonostante tutto, quanto fatto fino ad ora potrebbe risultare comunque senza senso. Infatti il senatore Maurizio Sacconi eletto con le liste del PdL, ha dichiarato che il primo obiettivo del futuro Governo Berlusconi, sarà quello di mettere mano al Testo Unico sulla sicurezza.
Interessante è la coincidenza delle dichiarazioni di Sacconi con quelle della Confapi, che parla di un Testo Unico inappropriato perchè - come già aveva dichiarato Confindustria prima dell'approvazione - comprenderebbe sanzioni troppo elevate ed eccessi normativi.
Sostanzialmente Confapi ripete il solito ritornello padronale: le sanzioni sono troppo elevate, gli oneri aziendali per la sicurezza sono eccessivi, troppi vincoli normativi, troppi controlli. Vogliono le mani libere i padroni, sui livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro. Pretendono di poter continuare a ricercare il profitto sulla pelle dei lavoratori.
Tra pochi giorni in parlamento siederanno legislatori, ben disposti a prestare orecchio alle sirene imprenditoriali, mentre a capo del governo sarà un presidente del condiglio che ritiene che i colpevoli delle morti sul lavoro siano le vittime stesse. Con queste premesse i timori padronali di vedersi comminate sanzioni per inadempienze, potrebbero svanire nel nulla. Saranno lasciati liberi gli imprenditori, di produrre senza fastidiosi vincoli normativi che frenano la produttività.
Se così fosse, i lavoratori continueranno a vedere calpestato il loro diritto di tutela dell'integrità fisica sul lavoro, a vantaggio della produttività. Ci saranno ancora operai che cadono dai ponteggi, bruciti vivi o rimasti mortalmente intossicati, mentre i padroni contano beatamente i loro denari.

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giovedì 10 aprile 2008

Potremmo ritrovarci un pazzo come presidente del consiglio

Siccome Berlusconi dice di volere garantita realmente la giustizia (non ridete, sto parlando di una cosa seria), ritiene che un pubblico ministero debba essere sottoposto periodicamente ad esami che ne attestino la sanità mentale. Certo, non sia mai che un qualche "pazzo" pubblico ministero, si inventi di accusare di associazione mafiosa un "eroe" come Mangano (susate, vado a vomitare e poi torno ...)
Berlusconi propone questi test perchè un pm, nell'ambito del proprio lavoro, può condizionare la vita delle persone.
Da questo punto di vista, sarebbe ancora più opportuno fare un test psichiatrico ai politici, perchè loro più dei pm con il loro agire, hanno la responsabilità della vita delle persone, visto che con la loro attività, condizionano la vita di milioni di persone contemporaneamente.

L'attività di un Presidente del Consiglio, ha influenza nelle condizioni di lavoro, nel tempo libero disponibile, nei rapporti tra le persone e di coppia, nei modi di essere famiglia, ecc. Senza contare che mentre un pm può condizionare la vita delle persone nel rispetto della legge, un politico può decretare come le vite dei cittadini devono essere condotte.
Bene hanno fatto quindi gli psichiatri dei centri pubblici di Salute Mentale, a proporre un test per «verificare i seguenti aspetti più significativi della personalità» dei politici:

1. Deviazioni psicopatiche: riguarda personalità psicopatiche, sociopatiche, caratterizzate da carenza di controllo sulle risposte emotive

2. I sintomi paranoidi: ideazioni deliranti, fragilità psicologica e manie di grandezza

3. la Mania, ovvero gli stati maniacali e le idee di grandezza

4. Ipocondria, ovvero i problemi fisici caratteristici dei nevrotici ipocondriaci

5. Depressione e le le varie forme sintomatiche di depressione

6. Isteria come problemi somatici e paure, tipici di soggetti affetti da isteria di conversione

7. La Psicoastenia le fobie e i comportamenti ossessivo-compulsivi

8. la Schizofrenia le esperienze insolite e le sensibilità particolari tipiche degli schizofrenici

9. l'Introversione sociale le difficoltà sperimentate in situazioni sociali.


Diversi degli aspetti elencati sopra, mi sembrano immediatamente riconducibili alla personalità di un noto politico di centro-destra, candidato premier, non molto alto, ex pelato e spesso soprannominato (chissà perchè) psiconano.
Ricordiamocelo quando all'interno della cabina elettorale apporremo una croce ... potremmo ritrovarci un pazzo nel ruolo di Presidente del Consiglio dei Ministri.

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mercoledì 9 aprile 2008

Dell'Utri vuole imporre la revisione dei libri. Göbbels li bruciava. Il risultato è lo stesso.

«I libri di storia, ancora oggi condizionati dalla retorica della resistenza, saranno revisionati, se dovessimo vincere le elezioni. Questo è un tema del quale ci occuperemo con particolare attenzione».
Non sono parole di Göbbels, gerarca nazista e ministro della propaganda ai tempi del Terzo Reich. Sono parole di Marcello Dell'Utri, già senatore di Forza Italia ed ora candidato per il PdL.
L'accostamento potrà apparire forzato ed invece credo non lo sia affatto.
Cosa dice in sostanza Dell'Utri?

Dice che i libri di storia devono essere riscritti, perchè occorre scardinare una cultura che proviene dalla lotta di resistenza contro il fascismo. Si ritiene necessario demolire le basi storiche sulle quali si regge l'idea di una repubblica antifascista e la stessa costituzione repubblicana. Tutto questo, dice Dell'Utri, bisogna imporlo per decreto e sarà imposto non appena la destra avrà preso il potere.
Una certa cultura, in un determinato contesto geografico e storico, può essere determinata dalla forza delle idee che liberamente si sviluppano, oppure da un'imposizione che per essere efficace deve sradicare il pensiero dominante.
Quando una cultura viene imposta dall'alto da un certo potere, lo scopo è sempre quello di difendere il potere stesso dal passato e per farlo occorre che la storia sia riscritta.
Nella Germania nazista si organizzavano grandi roghi di libri, che dovevano servire, secondo il gerarca nazista e ministro della propaganda Göbbels, a liberare lo spirito tedesco dalle malattie provocate dai libri. Nell'Italia fascista, molti libri scomodi al regime furono banditi e le ristampe vietate. Durante l'assedio di Sarajevo nel 1992 i serbi bruciarono le biblioteche della città. E nella storia in generale, ogni volta che un potere doveva imporsi o difendere se stesso, ha bruciato i libri scomodi o ne ha vietato la diffusione e bandito la pubblicazione, per imporre invece i testi compiacenti al potere stesso.
Oggi non si organizzano roghi di libri, si propone di imporre la loro revisione, affinchè possano condizionare le idee in favore di un determinato potere. In ogni caso, l'effetto è lo stesso.

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martedì 8 aprile 2008

Santanchè e Bertolini, via dalle camere da letto.

La crociata integralista contro i corpi delle donne non si ferma. Nonostante le condanne nei confronti di quante hanno manifestato contro Ferrara e la sua isteria, un obiettivo la protesta certamente l'ha ottenuto. Ha fatto venire allo scoperto ancora di più, qualche esponente politco sull'argomento.
La Santanchè, ad esempio, che in ogni dove si erge a paladina delle donne, la stessa che accusa lo psiconano di vedere le donne solo orizzontali, ora difende a spada tratta Ferrara.

Addirittura dice che quelle donne che hanno manifestato a Bologna «fanno pena». Lei, la fascista orgogliosa, avrebbe voluto lanciare pomodori insieme a Ferrara. E meno male che sta dalla parte delle donne ... ho l'impressione che abbia solo provato ad infiltrarsi. Beh ... è stata scoperta.
Spostandoci verso il centro del centro-destra, la musica si fa più raffinata, ma rimane comunque stonata. Dalle parti del PdL la Bertolini promette che appena sarà eletta, presenterà un proposta di legge che permetta ai farmacisti ed ai loro collaboratori la possibilità di rifiutarsi di vendere medicinali atti a procurare l’aborto o a permettere o causare l’eutanasia. Questa promessa, la Bertolini la fa in riferimento agli scandalosi episodi accaduti a Pisa, dove alcuni farmacisti si sono astenuti dal vendere la pillola del giorno dopo a ragazze che ne avevano fatto richiesta.
In questo caso, si va oltre l'obiezione di coscienza in caso di aborto, trattandosi la pillola del giorno dopo, non di un medicinale atto a procurare l'aborto, ma un di anticoncezionale.
Sostanzialmente la Bertolini vorrebbe proporre una limitazione delle libertà molto drastica, perchè di fatto influisce anche nella sfera dei rapporti sessuali, che a quanto pare si vorrebbero finalizzati solo alla procreazione. Praticamente persone ridotte a semplici macchine da riproduzione.
Motivi per non dare il voto a queste figure già ce n'erano sicuramente, ma ora ce n'è qualcuno in più ... quanto meno evitiamo di correre in rischio di trovarcele in camera da letto, a decidere quali posizioni assumere.

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venerdì 21 marzo 2008

Secondo Berlusconi si muore sul lavoro per colpe delle vittime. All'indecenza non c'è mai fine!

"Bisogna andare nella direzione dell'informazione, della prevenzione e della formazione: è quello il grande lavoro che si deve fare, anche perchè molti incidenti capitano per un comportamento colpevole degli interessati". Lo ha detto Silvio Berlusconi, parlando alla platea degli invalidi e dei mutilati sul lavoro, a proposito della sicurezza sul lavoro. "Su questo io credo dovremmo veramente metterci d'accordo - ha aggiunto Berlusconi - su come per certi lavori stabilire delle attività formative obbligatorie"
[fonte www.apcom.net]

Capito? 1300 morti l'anno, oltre un milioni di infortuni, di cui centinaia di migliaia invalidanti in modo permanente, sono in tanti casi provocati da comportamenti colpevoli, non delle aziende che non fanno prevenzione, e nemmeno dei datori di lavoro che risparmiano in dispositivi di protezione.

Secondo il Berlusconi-pensiero quegli infortuni e quelle morti sono spesso causa di comportamenti colpevoli delle vittime. Per questo, lo psiconano è "convinto che non si debba andare nella direzione della repressione".
Certo che se i colpevoli delle morti sul lavoro sono le vittime stesse, diventa difficile fare repressione. Ma è oltremodo strano sentire parlare in questi termini, uno che vorrebbe ripulire le strade, da ogni cosa che possa turbare il senso di sicurezza degli italiani. E chissà perchè, la repressione prende sempre e solo la strada, che porta dritti a colpire i più deboli, mentre si ferma quando ha di fronte un potere forte. Anche in questo caso. Di fronte alle evidenti mancanze da parte delle imprese (parte forte in causa nella tragica guerra quotidiana del lavoro) nella tutela dell'integrità fisica dei lavoratori, la spada della repressione deve fermarsi.
Certamente, affinchè possa realizzarsi una reale ed efficace lotta agli infortuni sul lavoro, si deve percorrere la strada della prevenzione in primo luogo e della formazione ed informazione dei lavoratori. Solo che prevenzione, formazione ed informazione sono obblighi in carico alle aziende, ma guarda caso, proprio su questi elementi le imprese sono spesso inadempienti. Non si capisce allora, a chi si rivolga Berlusconi quando invoca la necessità di svolgere quelle attività.
Si capiscono invece chiaramente, le intenzioni dello psiconano, visto che il senso delle sue parole può essere riassunto in tre elementi: 1) le cause delle morti sul lavoro sono da ricercare nei comportamenti delle vittime; perciò 2) nessuna azione di repressione verso le aziende, che non hanno colpe e conseguente depenalizzazione degli inadempimenti; 3) fare prevenzione, formazione ed informazione, ma non a carico delle aziende.
Le solite argomentazioni di chi vuole continuare indisturbato, a fare profitti sulle spalle dei lavoratori e troppo spesso anche sulla loro pelle.


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mercoledì 19 marzo 2008

Fini e Veltroni fanno a gara di altruismo ... e di ipocrisia!

Di programmi per il prossimo governo è bene non parlare. D'altronde, è cosa nota, gli impegni presi dal PD e dal PdL sono molto simili tra loro ed antrambi rispecchiano le richieste di Confindustria, elencate dall'ex presidente dell'associazione degli industriale Luca Cordero di Montezemolo.
E allora meglio puntare su altro, per convincere la massa di indecisi, che sembrano essere in numero molto maggiore rispetto alle precedenti elezioni. E su cosa puntare? Niente di più semplice di buttarsi su sul vecchio e mai sorpassato, facile populismo.

Così, mentre Veltroni intrattiene la piazza di Varese con i suoi "ma anche" e con richiami al patto operai-imprenditori (sic!), Fini lo chiama ipocrita, perchè «Veltroni propone di ridurre l'indennità ai parlamentari», ma lui, Veltroni, a «52 anni percepisce una pensione di 5.216 euro netti al mese». Veltroni non manca ovviamente di replicare che «Fini ha perso un'occasione per stare zitto. Avevo chiesto di poter rifiutare quei soldi ma non è possibile. Così li ho spesi nelle cose in cui credo».
E allora, via con la corsa alla candidatura di migliore benefattore. Veltroni si candida a leader dei mecenati per avere «dato 100.000 euro in beneficenza». Ma è incalzato dal caritatevole Fini, che ha detta del suo entourage «guadagnando il doppio del segretario del Pd avrà certamente contribuito con cifre doppie delle sue ad aiutare chi è meno fortunato».
Mi chiedo se questi due personaggi politici, discutendo delle loro facili pensioni e dei loro lauti compensi, si rendano conto di quanto percepisce mediamente un pensionato o di quale sia lo stipendio ed il salario della stragrande maggioranza dei lavoratori in Italia. E neppure credo si rendano conto, i due politicanti, che quelle pensioni e quegli stipendi e salari generalmente percepiti, non bastano a condurre una vita dignitosa.
Mentre Fini e Veltroni si lanciano frecciate sulle loro pensioni, in Italia ci sono migliaia di pensionati che cercano di calmare i morsi della fame rovistando nella spazzatura.
Questi due politicanti, anzichè fare a gara in un presunto campionato italiano di filantropia, farebbero bene a rileggersi i loro programmi, dove la parola "pensione" è nominata una volta sola in quello del PdL e mai in quello del PD. Mentre le parole stipendio o salario mai sono citate nel programma del PdL ed una volta sola in quello del PD. Uno pari ... palla al centro. La sfida può continuare, ma gli spalti si stanno svuotando!


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lunedì 17 marzo 2008

La famiglia secondo le convinzioni di un clericofascita

Chissà, forse Cirrapico, ex(?)fascista dell'ultima ora e candidato nelle file del PdL, se la sarà presa con lo psiconano, che pochi giorni fa aveva detto che il Ciarra è un candidato tra altri mille e che perciò conta come il due di coppe, quando la briscola è bastoni. Oppure no. Certamente il Ciarra è proprio così, clerico-fascista mai pentito, estimatore di Almirante e Benedetto XVI, sua stella polare.
Rimane il fatto che l'editore, imprenditore, pluricondannato, candidato del PdL Ciarrapico, ha rilasciato questa intervista esclusiva concessa a Petrus, quotidiano on line sul pontificato di Benedetto XVI, nella quale definisce ciarpame ogni unione che non sia vincolata da un matrimonio.

La famiglia tradizionale che il clericofascista Ciarrapico probabilmente intende, unica secondo lo stesso ad elevarsi dal ciarpame, sarebbe formata da un uomo ed una donna, uniti in matrimonio davanti ad un altare, con il marito che lavora mentre la donna accudisce la casa ed alleva la prole, rigorosamente numerosa e possibilmente di sesso maschile.
Il fascista Ciarrapico, deve avere dimenticato di staccare qualche pagina dal calendario, non essendosi accorto che le famiglie hanno assunto nel tempo varie forme: ristrette ed allargate, etero ed omosessuali, miste. Una varietà di nuclei familiari che ha probabilmente contribuito ad una crescità culturale, fondata sulla conoscenza ed accettazione delle diversità.
Considero pericolose certe affermazioni, già sentite in altri termini forse con meno volgarità ed aggressività, non credo che si possa pretendere da un personaggio come Ciarrapico, un'apertura verso altre culture, verso diversi modi di intendere la famiglia, men che meno un'accettazione di altri modi di vivere la sessualità diversi da quelli lui considerati. Ma allo stesso tempo, non credo che possano essere accettate lezioni di moralità su questi temi (ma probabilmente nemmeno su altri), da un personaggio condannato in via definitiva per sfruttamento di lavoro minorile.


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venerdì 14 marzo 2008

La campagna elettorale come una partita di poker

Un continuo show, questa campagna elettorale 2008. Colpi di scena a ripetizione e rilanci, come si stesse giocando una partita di poker.
Da quando è praticamente partita la campagna elettorale, non è stato altro che un susseguirsi di inseguimenti al sensazionalismo.
Veltroni lancia il PD che corre da solo alle prossime elezioni, Berlusconi crea il PdL partito unico della destra. Poi il PD non corre più da solo e il PdL non è un partito unico.
Allora Veltroni realizza un programma, snello e di pochi punti e Berlusconi dice di essere stato copiato (a dire il vero, sembra avere ragione). Veltroni comincia a girare in pullman e Berlusconi tira fuori 200 camper.

E avanti con la stessa logica, quando si parla di candidature: uno Colaninno, l'altro la Brambilla; uno il generale Del Vecchio, l'altro l'ex generale Speciale; uno Achielle Serra, l'altro Scelli.
Solo che non basta, i colpi di scena delle candidature possono cominciare ad annoiare ed allora bisogna inventarsi altro e diventa lecito anche riabilitare il fascismo e qualche camerata.
Discorsi? Pochi, elaborati tra offese lanciate da una parte all'altra. Fini è una valletta e uno sguattero. Veltroni come Hudini ma anche Zelig e via discorrendo.
Ma in sostanza, nella cabina elettorale, come andremo a scegliere? Sulla base di cosa? Quali sono i programmi con i quali i candidati dei due maggiori partiti, si candidano a governare? Sono stati pubblicati, poco diffusi e meno ancora discussi. Forse perchè tanto simili, da sembrare scritti dalle stesse mani ed entrambi molto vicini al decalogo di Confindustria.
Forse per questo nè al PD, nè al PdL, conviene discutere di programmi. Però almeno ogni tanto se ne può parlare, o farne parlare. Ed a questo ci ha pensato Berlusconi, quando ha stracciato il programma del PD.
Non riesco ad attribuire meriti allo psiconano. Ma uno, per una volta, bisogna riconoscerglielo: è stato l'unico che, in un modo o nell'altro, ha fatto parlare di programmi elettorali.
Poveri noi!


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Se vuoi migliorare la tua vita da precario, devi prostituire la tua vita. Parola dello psiconano.

Silvio Berlusconi, ospite ieri sera al Tg2, risponde con una battuta alla domanda di una giovane studentessa. La ragazza si rivolge al Cavaliere per chiedere come il Pdl intende aiutare le giovani coppie chevogliono mettere su famiglia senza un posto fisso. «Io, da padre - ha risposto Berlusconi sorridendo - le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere; e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere».
(fonte RaiNews24)

Hanno destato sconcerto queste parole dello psiconano. Perchè evidenziano una lontananza della politica dalla realtà. E' vero, quanta poca considerazione, per la drammaticità di una vita da precari. Quanta poca consapevolezza, delle difficoltà quotidiane che un precario è costretto ad affrontare, da cui molte volte rimane irrimediabilmente sconfitto.
Ma in un certo senso ed anche se involontariamente, Berlusconi ha descritto perfettamente la realtà di una vita precaria.

Cosa ha detto in sostanza lo psiconano? Volendo decifrare quelle parole, Berlusconi ha praticamente detto alla ragazza, che il mercato del lavoro è questo: precario, sottopagato, sfruttato e buttato via quando non serve più. Un lavoro usa e getta, che bene si adatta alla nostra epoca di consumismo sfrenato. Il mercato questo esige e questo bisogna dargli, modificarlo è impossibile e poi lo psiconano, ovviamente non ha alcuna voglia di cambiarlo questo sistema.
E allora qual è il rimedio secondo Berlusconi? Vendersi, anzi, sverdersi. A chi? Ovvio, ad uno che ha disponibilità di denaro. Svendere la propria vita o la propria professionalità. Svendere i propri progetti di vita ed i sogni di un futuro diverso. Rinunciare ai propri bisogni di persona libera ed indipendente, abbandonadosi alla potenza economica di qualcun'altro.
Non è forse questo ciò che già avviene? Nel sistema di produzione attuale, i lavoratori non sono forse già costretti a svendersi? Non sono forse già costretti i lavoratori, a "prostituire" la propria vita a chi può permettersela, cioè ai padroni?

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lunedì 10 marzo 2008

Sembra che qualcuno stia utilizzando il mio voto. Ma ancora non so chi e come.

E' stato detto e ripetuto, che quella con la quale andremo (o non andremo) a votare, è una pessima legge elttorale. Una legge antidemocratica, definita una porcata dallo stesso ideatore, il senatore leghista Calderoli, cioè uno che non potrà essere ricordato come un difensore della democrazia e garante del pluralismo, visto che vorrebbe "vietare per legge il partito comunista" (sic!).
Una legge, si diceva, profondamente antidemocratica, innanzitutto perchè priva i cittadini della possibilità di decidere a chi assegnare la propria preferenza.
Ma nel corso di questa campagna elettorale appena iniziata, altre frasi e vicende, mi hanno fatto riflettere.

Tra queste vicende, certamente mi ha lasciato esterrefatto, quella che riguarda l'accordo tra PD e PdL, per fare decadere la par condicio e garantire maggiore visibilità alle forze politiche maggiori. Io, a quanto pare da perfetto ingenuo, ero convinto che la forza politica di un singolo partito, si potesse misurare solo dopo il 14 aprile, data delle elezioni e che democrazia volesse che ai nastri di partenza, tutti si potessero presentare sulla stessa linea. Non credevo che prima di quella data si potesse vantare una superiorità politica, visto che i consensi di ognuno dei partiti in lista, possono essere contati solo all'apertura delle urne.

Non sono da meno i richiami al voto utile per PD e PdL, giustificati con la presunzione che i partiti cosiddetti minori, saranno condannati all'opposizione. E come se fosse scontato che un partito che non si chiami PD o PdL, non possa in maniera assoluta aspirare al governo del Paese, si comportano anche giornali e TV. Ma io continuo a chiedermi chi abbia deciso che a governare sarà il PD oppure il PdL. Dipende da come gli italiani voteranno! Una frase, quest'ultima, che dovrebbe apparire scontata, ma davvero può essere considerata tale?

C'è anche una vicenda tutta interna al PD che mi ha lasciato a bocca aperta e riguarda la protesta radicale (e di Pannalla in particolare), dovuta al mancato impegno del PD di garantire 9 seggi ai radicali, - come invece promesso - , che dovranno accontentarsi di 6 seggi. Ora, chi garantisce che quei seggi saranno aggiudicati dal PD? Non dovrebbero essere gli elettori, con il proprio voto, a decretare chi debba se ad andare in Parlamento, dovrà essere uno candidato del PD o uno di un'altro schieramento? Ma questo non potrà che sapersi solo dopo il 14 aprile.

Tutte quste vicende, questi accordi politici, queste affermazioni e giochi tra partiti, vengono portati avanti come se il voto degli italiani non contasse niente. Tutto come se già fosse conosciuto l'esito delle elezioni. Tutto come se il 13 e 14 aprile prossimi, i cittadini italiani, altro non facessero che recarsi alle urne per replicare un decisione già presa.
Tutta la politica italiana, si muove come se qualcuno avesse già utilizzato il voto degli italiani, solo che ancora non è dato sapere chi l'abbia utilizzato e come. Per saperlo si dovrà aspettare il 14 aprile.

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martedì 4 marzo 2008

Il programma di Confindustria è uguale a quelli di PD e PdL




Come già aveva fatto poco prima delle precedenti elezioni, anche questa volta Confindustria, per bocca del suo presidente Montezemolo, ha tirato fuori la formula magica per rilanciare l'Italia. L'unica differenza, tra quanto esposto in questi giorni ed il programma industriale del 2006, sta nel numero di punti di programma, che questa volta è aumentato.
Ovviamente, il programma di Confindustria è, come al solito assolutamente imparziale dal punto di vista politico ed infatti esponendolo, Montezemolo di rivolge al PD, al PdL ed all'UDC. Alla faccia dell'imparzialità politica!
Rimane comunque evidente la totale parzialità sociale, visto che con un programma così, i lavoratori italiani saranno costretti ad emigrare in un Paese ad economia emergente.
Comunque, nonostante l'imparzialità, ho confrontato il programma di Confindustria, con quello del PD e del PdL.
Ora mi rimane da capire, chi ha copiato l'altro ...

Riforme e liberalizzazioni
Confindustria: federalismo fiscale - privatizzazione del patrimonio immobiliare degli enti locali - liberalizzazioni e privatizzazioni a livello nazionale e locale.

Partito Democratico: vero federalismo fiscale - liberalizzare telefonia, trasporti, distribuzione dei carburanti - Servizi pubblici di qualità in mercati aperti.

Popolo delle Libertà: realizzare il federalismo fiscale - liberalizzazione servizi privati e pubblici.

Riduzione delle imposte
Confindustria: riduzione dell’Ires di 3,5 punti - eliminazione delle addizionali regionali Irap - diminuzione della pressione fiscale complessiva dal 43,3% al 42% - riduzione di 5 punti del cuneo fiscale e una lotta più vigorosa all’evasione secondo il motto "pagare tutti per pagare meno".

Partito Democratico: favorire la capitalizzazione con sconti d’imposta alle imprese - incentivi alle piccole e medie imprese - migliorare il forfettone - "pagare meno, pagare tutti"

Popolo delle Libertà: graduale abolizione dell’IRAP - diminuzione della pressione fiscale sottoil 40%

Lavoro, contratti, salari, produttività
Confindustria: detassazione dei premi di risultato e degli straordinari - collaborazione fra lavoratori e imprese.

Partito Democratico: meno tasse sulla quota di salario derivante dalla contrattazione di secondo livello - lavoratori e imprenditori insieme

Popolo delle Libertà: detassazionedi straordinari - incentivi legati a incrementi di produttività

Semplificazione
Confindustria: riduzione degli ostacoli burocratici, indicati come il principale motivo di non attrazione degli investimenti esteri in Italia

Partito Democratico: imprese più forti per competere meglio, contro la burocrazia

Popolo delle Libertà: eliminazione di adempimenti burocratici e fiscali superflui e costosi

Energia e ambiente
Confindustria: oltre all’efficienza energetica, alle infrastrutture e ai rigassificatori, si chiede la razionalizzazione del mix delle fonti e la necessità di puntare sul nucleare di nuova generazione

Partito Democratico: più impianti di rigassificazione e infrastrutture di trasporto e stoccaggio del gas

Popolo delle Libertà: realizzazione dei rigassificatori, diversificazione degli impianti elettrici ad olio combustibile attraverso il carbone pulito e partecipazione ai progetti europei di energia nucleare di ultima generazione

Infrastrutture
Confindustria: puntare sulla Torino-Lione, sulle ferrovie e alle autostrade nel Sud

Partito Democratico: sì ad infrastrutture moderne e sostenibili come TAV Lione-Torino-Trieste

Popolo delle Libertà: priorità al Ponte sullo Stretto di Messina e all’Alta Velocità ferroviaria

Istruzione, università
Confindustria: promuovere la competizione fra le scuole - riconoscere il merito tra gli insegnanti e di aumentare al 30% i fondi pubblici attribuiti all’università in forma concorrenziale

Partito Democratico: investire sugli insegnanti premiandone la loro
carriera professionale il merito è l’impegno - più autonomia, per valutare i risultati e assegnare i fondi (almeno il 30%) tramite valutazione dell’Agenzia Nazionale

Popolo delle Libertà: aumenti retributivi a criteri meritocratici agli insegnanti più preparati e più impegnati - rafforzamento della competizione tra atenei, premiando qualità e risultati

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