lunedì 14 gennaio 2008

Dici la verità sotto giuramento? TI licenzio!

La multinazionale Honda torna a fare parlare di sè e del suo stabilimento di Atessa (CH), dopo che il 27 aprile scorso aveva già conquistato gli orrori delle cronache, per avere sbattuto fuori dai propri cancelli un lavoratore che, all'esterno della fabbrica ed in piena campagna elettorale per il rinnovo della Rsu-Rsl, aveva distribuito un volantino in cui denunciava difficoltà e incongruenze presenti in azienda. In quel volantino, il sindacalista della Fim-Cisl, richiamava l'attenzione dei lavoratori sui duri carichi e turni di lavoro, reputati insostenibili. Ma anche delle inadeguate misure di tutela della salute degli operai e delle condizioni ambientali. I vertici aziendali, avevano ritenuto quel volantino "lesivo per la propria immagine e diffamatorio" ed avevano perciò deciso di disfarsi del delegato sindacale, congedandolo dal lavoro, senza alcun preavviso.
Quella vicenda, dai toni chiaramente lesivi dei diritti sindacali ed a cui fecero seguito momenti di protesta e mobilitazioni, fu posta all'attenzione del ministro del lavoro Cesare Damiano e di quello della solidarietà sociale Paolo Ferrero, grazie ad un'interrogazione parlamentare richiesta dai comunisti del PRC Franco Giordano e Maurizio Acerbo, fino a diventare un caso giudiziario.


A questo punto si inserisce il vile episodio di questi giorni. Nelle aule di tribunale, un operaio chiamato a testimoniare ha confermato la veridicità delle affermazioni contenute nel volantino distribuito dal rappresentante sindacale. "Con la deposizione... davanti al giudice del lavoro... lei ha infangato la credibilità e il nome dell'azienda...". Con queste parole la Honda Italia di Atessa ha motivato la contestazione al lavoratore. Perciò, venendo a mancare il rapporto di fiducia tra l'azienda ed il lavoratore, rimane "impossibile, mantenere ancora il lavoratore in fabbrica". Tradotto: licenziamento in tronco!

La lettera di licenziamento è stata consegnata al lavoratore pochi giorni prima del Natale, il 21 dicembre scorso. Il provvedimento aziendale a carico del giovane lavoratore, che ora si ritrova senza alcun reddito familiare e con una famiglia a carico ed un mutuo da pagare, è stato già impugnato.

Ma questa vicenda, come quelle già registrate nello stabilimento di Atessa della Honda Italia, appare come un chiaro tentativo intimidatorio dell'azienda, rivolto a tutti i suoi dipendenti.
Quest'arroganza aziendale che utilizza metodi autoritari, perseguiti anche attraverso licenziamenti che hanno tutto il sapore di essere politici ed antisindacali, è propria di quella cultura aziendale che carica il perseguimento del massimo profitto sulle spalle (e a volte sulla pelle) dei lavoratori.

5 commenti:

Anonimo,  30 gennaio 2008 20:58  

Com'è che scrivi questa serie di fandonie? Non conosci minimamente la vicenda.. Allocco che non sei altro.. Le cose stanno diversamente: nessuna mobilitazione, interpellanza favorevole alla honda, il tipo sta sotto processo per falsa testimonianza, ecc ecc.

Crocco1830 31 gennaio 2008 10:24  

Probabilmente sono un allocco, non ho certo la presunzione di ritenermi immune da errori.
Credo anche però, che nel momento in cui si usano parole di accusa (quella di scrivere "fandonie") e offensive ("allocco che non sei altro"), si dovrebbero quanto meno motivarle sufficientemente, altrimenti risulterebbero essere solo il frutto marcio della miseria e dell'inconsistenza delle argomentazioni.
L'autore del commento dice che le cose stanno diversamente, perchè non ci sarebbero state mobilitazioni, interpellanza fatta era favorevole alla honda e il "tipo" sarebbe sotto processo per falsa testimonianza.
Vediamo allora questi tre punti (sugli ecc. non si può ovviamente rispondere).
Parto dalla terza constatazione: quale "tipo" è sotto processo? Travaglini o l'altro operaio che ha testiminiato a favore? Solo uno dei due, mentre tutti gli altri che hanno comunque testimoniato a favore di Travaglini e che hanno confermato quanto detto dall'altro operaio licenziato, invece no? Strano, vero?
Sulla mobilitazione, ricordo che il 09/05/07 ci furono i primi scioperi alla Honda Italia di Atessa, di due ore per ogni turno. A questi seguirono altri.
Ecco infine l'interpellanza presentata da Franco Giordano e Maurizio Acerbo (PRC) al ministro del lavoro ed a quello della solidarietà sociale. Riporto integralmente e senza modifiche l'interpellanza, disponibile sul sito della Camera dei Deputati. A chi legge lascio giudicare se questa sia favorevole alla Honda.
"GIORDANO e ACERBO. - Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale, al Ministro della solidarietà sociale. - Per sapere - premesso che:
il Signor Massimiliano Travaglini è stato candidato alle elezioni sindacali del 24 aprile 2007 per il rinnovo dei rappresentanti della RSU-RLS metalmeccanici (FIOM-CGIL, FIM-CISL, UILM-UIL, UGL, CISAL) all'interno della Honda Italia Ind.le di Val di Sangro (Chieti); dopo la sua candidatura è stato democraticamente eletto;
in data 27 aprile 2007 il signor Travaglini ha ricevuto tre contestazioni disciplinari da parte del direttore dei settori Acquisti-Produzione-Personale, Silvio Di Lorenzo; attraverso due di queste il signor Di Lorenzo gli contestava le modalità di volantinaggio sindacale effettuato fuori dallo stabilimento (19 e 20 aprile) che, a suo giudizio: «avrebbero creato un grave danno alla sicurezza e alla sorveglianza dello stabilimento...». Nella terza veniva contestato il contenuto del medesimo volantino sindacale (contenente il programma elettorale) su problematiche che interessavano direttamente i lavoratori: «che avrebbe creato grave danno all'immagine ed offeso e diffamato l'azienda ed i suoi dirigenti e/o collaboratori.»;
il signor Travaglini ha inviato successivamente una lettera indirizzata alla Direzione dello stabilimento con le sue plausibili e reali motivazioni, ma la Direzione dell'Honda gli ha comunicato, in un primo momento, la sospensione cautelare di 6 giorni e, in seguito, il licenziamento senza preavviso;
i lavoratori dell'Honda hanno scioperato più volte per esprimere la piena solidarietà al proprio compagno di lavoro licenziato arbitrariamente -:
se non ritenga che la situazione descritta in premessa non si configuri come una palese violazione dei diritti sindacali da parte dell'azienda;
quali iniziative intenda attivare affinché vengano ristabiliti i diritti del signor Travaglini che ha solo e soltanto esercitato legalmente la propria attività sindacale.
(4-04069)"

A questo punto, il commentatore che mi dato dell'allocco, potrà certamente continuare a definirmi in questo modo (per carità, la libertà d'espressione è un diritto sancito dalla costituzione), però che le cose stiano diversamente da quanto ho scritto, non trovano alcun riscontro.

P.S.: l'essere stato accusato di essere un all'allocco, mi ha fatto tornare in mente questa frase di Brecht: "Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente".

Anonimo,  7 febbraio 2008 15:47  

"…Indubbiamente cattivo è colui che, abusando del proprio ruolo di
potere e prestigio, commette ingiustizie e violenza a danno dei suoi
simili; infinitamente più cattivo è colui che, pur sapendo
dell’ingiustizia subita da un suo simile, tacendo, acconsente a che
l’ingiustizia venga commessa."

mario 24 aprile 2008 16:02  

sono sempre l'anonimo che ti ha dato dell'allocco per scrivi senza sapere... vatti ad informare ora che è uscita la sentenza....
Ci ho messo un pò a ritrovare questo post.. ma ne è valsa la pena adesso che è uscita la sentenza.. darti di nuovo dell'allocco!!

Anonimo,  4 maggio 2009 22:24  

Il procuratore Capo di Lanciano accusato di non essersi astenuto in un processo di un parente
http://www.scribd.com/doc/14806647/TULLIO-MOFFA
Acquisto speculativo non voluto e vizio del consenso
Tribunale Lanciano 30 aprile 2007 . Intermediazione finanziaria -- Violazione dei doveri informativi dell'intermediario -- Vizi della volontà -- Errore essenziale -- Sussistenza.
http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/598.pdf
Tribunale Lanciano 12 febbraio 2007 . Processo societario -- Notifica dell'istanza di fissazione dell'udienza da parte del convenuto prima della scadenza del termine per le repliche -- Violazione del diritto difesa -- Sussistenza - Inammissiblità.
http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/482.htm
Ricorso contro Honda per riconoscimento retribuzione mansioni superiori legale rappresentante italiano di tutti gli stabilimenti mondiali della multinazionale
http://www.scribd.com/doc/12859312/Trib-Lanciano-Sentenza-120794-Art2103-cc-Fabi...
Ordinanza Tribunale di Lanciano (Sezione Lavoro) n. 453/97 del 23 aprile 2008
Ricorso ex art. 28 L. n.300/1970
Massimiliano Travaglini / Honda Italia Industriale S.p.A.
http://bollettinoadapt.unimore.it/allegati/08_16_27_CONDOTTA%20ANTISINDACALE.pdf
Ricorso presentato da un operaio dell'Honda di Atessa contro il mancato indennizzo per infortunio
http://www.laltralombardia.it/public/docs/sentenzaINAIL.zip
Testimonia a favore del collega, operaio Honda licenziato in Abruzzo
http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?storyid=13333
"L'Honda anomala" ed il caso Travaglini finisce sul Diario
http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?storyid=10555
Lavoro, Acerbo-Giordano al ministro: «Honda viola diritti sindacali»
http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?storyid=10526
Honda, due ore di sciopero per il sindacalista licenziato
http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?storyid=9852
Distribuisce volantini sindacali, la Honda lo licenzia in tronco
http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?storyid=9767
"Strani licenziamenti"
http://current.com/items/89483212/strani_licenziamenti.htm
"Mobbing: invito alle dimissioni"
http://current.com/items/89624198/mobbing_invito_alle_dimissioni.htm
Dott. Carmine Silvestri................
tuttologo (non è diffamatorio)
[tut-tò-lo-go]
s.m. (pl. m. -gi; f. -ga, pl. -ghe)
iron. Chi, in qualità di giornalista, intellettuale, scrittore, parla o scrive di tutto, ostentando indebitamente competenza nei campi più disparati

Resoconto stenografico
http://www.scribd.com/doc/14161340/Resoconto-stenografico
Atti Parlamentari - 57722 - Camera dei Deputati
VIII LEGISLATURA - DISCUSSIONI - SEDUTA DEL 7 FEBBRAIO 1983
UGO MARTINAT. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole sottosegretario, questo ennesimo decreto-legge è la conferma, ove ve ne fosse bisogno, della «decretomania» che ormai domina il GovernoFanfani. Anzi, essa è l'unica ragione ragione di vita di questo Governo che, dal giorno in cui è nato, si è presentato al Parlamento ed al paese come il Governo dei decreti-legge della manovra fiscale (come la definiscono bonariamente i rappresentanti della maggioranza), della più grande «stangata» fiscale, come la definisce il Movimento sociale italiano e, soprattutto, la gente della strada…………..Vengo ora all'ultimo argomento, cioè all'articolo 7, che aumenta l'imposta di registro per le automobili e per le moto, addirittura anche per quelle di 8 cavalli fiscali, quelle per gli invalidi civili . Non vi vergognate di portare da 8 mila a 50 mila la tassa per le motocarrozzelle degli invalidi civili? Ve ne siete dimenticati? Vi siete dimenticati del motorino del ragazzino, che ora dovrà pagare 50 mila lire per la voltura? È questo il modo di aiutare l'industria italiana, che è l'unica che produca motorini? Chi compra una Honda o moto di grossa cilindrata, che costano 6 o 7 milioni, non credo che abbia alcun problema a pagare 50 mila lire, invece di 30 mila lire, ma sicuramente qualche problema lo avrà chi compra un motorino italiano. Magari, se deve pagare la tassa di 50 mila lire, invece di 8 o 10 mila lire, secondo la cilindrata, potrà avere un ripensamento . Questo comportamento del Governo ci sembra veramente strano o per lo meno troppo facile . Quello che è certo è che una misura del genere avrà sicuramente un'incidenza sulla vendita dei prodotti nazionali………………..(Applausi a destra).

Honda Italia ex IAP industriale
http://www.scribd.com/doc/14112759/Honda-Italia-ex-IAP-Industriale
Atti Parlamentari — 35891 — 35892 — Camera dei Deputati
VIII LEGISLATURA - DISCUSSIONI - SEDUTA DEL 10 NOVEMBRE 1981
SOSPIRI . — Al Ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno e nelle zone depresse del centro nord e ai Ministri del lavoro e previdenza sociale e dell'industria, commercio e artigianato. — Per conoscere – premesso che: la IAP-Honda sorse nel 1973 sul territorio del comune di Atessa (Chieti), con il contributo della Cassa per il mezzogiorno, quale stabilimento per l'assemblaggi o di maxi-moto (cilindrate : 350, 400, 450, 500, 550, 750, 1000) con manufatti provenienti dal Giappone; nel 1975 iniziò anche la produzione della cilindrata 125 con pezzi che avrebbero dovuto essere fabbricati nella Val di Sangro ma che, in un primo tempo, furono anch'essi importati; attualmente l'azienda in questione provvede al montaggio delle seguenti cilindrate: 125, 400, 500, 550, 650, 750, 900,1000, 1100; la direzione dell'azienda stessa intende, però, trasferire tutta la catena delle maxi-moto (dalla cilindrata 400 fino alla cilindrata 1100) in provincia di Bologna, presso i capannoni della ex «Moto meteora», andata fallita, con l'evidente scopo "di riassorbire i dipendenti licenziati; in cambio, presso lo stabilimento di Atessa, dovrebbe essere localizzato il centro meccanografico della IAP-Honda (con personale quasi certamente esogeno e comunque ridottissimo), oggi affidato ad uno studio privato con sede in Modena; il mercato è solido per quel che concerne le maxi-moto (nel 1980 sono state vendute circa 15.000 grosse cilindrate) mentre appare oltremodo incerto per la cilindrata 125 che dovrebbe, secondo i piani dell'azienda, da sola permanere in produzione nello stabilimento di Atessa; ove tale eventualità dovesse verificarsi i livelli occupazionali attualmente esistenti presso la IAP-Honda abruzzese sarebbero immediatamente messi in pericolo per quanto riguarda il personale addetto agli specifici reparti; e, nel caso di crisi della 125, tutti i dipendenti correrebbero il rischio di perdere il posto di lavoro, in quanto l'azienda non sarebbe neppure in grado di riassorbire o bilanciare la crisi stessa con la produzione delle maxi-moto, ad oggi affermatissime a livello mondiale e sempre più richieste dal mercato; per i motivi esposti, la confederazione sindacale CISNAL e la FLM , nel corso di numerosi incontri avuti con la direzione della IAP-Honda, hanno espresso il loro fermo e netto parere negativo alla operazione di cui trattasi - 1) se al Governo risulti che i capannonidella ex «Moto Meteora» sono di proprietà dell'ingegner Livio Biagini, azionista della IAP-Honda; 2) se non ritengano il preannunciato trasferimento dell'assemblaggio delle maximoto in provincia di Bologna un tentativo indiretto di dirottamento dei contributi elargiti dalla Cassa per il mezzogiorno alla IAP-Honda, allo scopo di favorire lo sviluppo in un'area depressa del sud e, per il caso, in una zona del Sangro-Aventino, alla quale il citato insediamento ha sottratto numerosi ettari di terreno agricolo fertile e produttivo; 3) quali assicurazioni siano in grado di fornire e quali iniziative intendano intraprendere al fine di evitare che il temuto e sopra ricordato trasloco di produzione abbia a concretizzarsi.
(4-10989)

“Il grosso imbroglio ………ai danni delle casse dello Stato”
http://www.scribd.com/doc/14125061/Il-grosso-imbroglio-ai-danni-delle-casse-dello-Stato
Atti Parlamentari - 21215 - Camera dei Deputati
VIII LEGISLATURA - DISCUSSIONI - SEDUTA DEL 10 DICEMBRE 1980
COSTAMAGNA. — Ai Ministri di grazia e giustizia e dell'industria, commercio e artigianato. — Per conoscere i particolari del cosiddetto « scandalo Honda », per il quale è in corso un procedimento penale penale presso il Tribunale di Lanciano, e per avere notizie su tale Livio Biagini, che sarebbe il protagonista numero uno dello scandalo e del contrabbando di moto e che pare si sia rifugiato in Svizzera. L'interrogante chiede altresì di conoscere come e per responsabilità di chi si sia reso possibile il grosso imbroglio ................ ai danni delle casse dello Stato e l'operazione di contrabbando realizzatasi con l'importazione clandestina di circa due milioni di pezzi di ricambio.
(3-02901)

ASSUNZIONE AL LAVORO, IMPRESE INDUSTRIALI, SINDACATI, TANGENTE
http://www.scribd.com/doc/14100145/ASSUNZIONE-AL-LAVORO-IMPRESE-INDUSTRIALI-SINDACATI-TANGENTE
ASSUNZIONE AL LAVORO, IMPRESE INDUSTRIALI, SINDACATI, TANGENTE
Ai Ministri di grazia e giustizia e al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. - Premesso: che le assunzioni all'azienda Honda-Italia Industriale spa di Atessa (Chieti) sembrano avvenire non in base a criteri oggettivi, in base alle attitudini e alla capacità e professionalità dei giovani, ma piuttosto in seguito a pagamento di tangenti; che in questi anni nei locali dei bagni della Honda, così come riportato da un quotidiano nazionale: "spuntano tutti i giorni come funghi le scritte di denuncia per tangenti" scritte in cui si accusa: che "per essere assunti alla Honda bisogna pagare milioni 13, 8, 5." "Qua c'è la mafia, si dice, per essere assunti si paga"; che nel marzo '98 i dirigenti della FIOM sostengono che "sta diventando uso e costume realmente pericoloso in Val di Sangro, la vendita dei posti di lavoro", e che in diversi insediamenti c'è poca trasparenza nelle assunzioni; che i dirigenti delle aziende dell'indotto Honda non solo sembra siano costretti a pagare tangenti ai vertici locali dell'azienda, ma, sembra addirittura, che vengano redarguiti quando non tengano comportamenti conformi ai voleri dei dirigenti: sembra, infatti, che siano stati rimproverati i titolari di alcune aziende subfornitrici poiché si erano "permessi" di incontrare il sottosegretario Macciotta in occasione della sua partecipazione ad un convegno svoltosi nel comune di Atessa; sembra, inoltre, che un imprenditore subfornitore sia stato costretto a non invitare a concludere un convegno sui problemi ambientali, da lui stesso organizzato, un esponente istituzionale della sinistra in quanto non gradito ai dirigenti della Honda; che il sistema dell'indotto sembra essere stato organizzato dai dirigenti della Honda in modo da coinvolgere fino a cinque - sei aziende subfornitrici, e per filiere parallele, in modo che l'una possa essere alternativa all'altra; che i subfornitori sarebbero stati organizzati in questo modo al fine di rendere nulla la loro forza contrattuale e per renderli più facilmente ricattabili; che i dirigenti locali della Honda, nell'ambito di questo sistema avrebbero la possibilità di riscuotere una maggiore quantità di tangenti dalle aziende subfornitrici le quali sarebbero costrette a pagare onde scongiurare la cessazione della loro attività produttiva; che, sembra, addirittura, che i dirigenti locali della Honda siano azionisti occulti di quelle aziende subfornitrici che ricevono le commesse maggiori e l'offerta delle condizioni migliori; che se quanto descritto rispondesse a verità, i primi a subirne le conseguenze sarebbero i giovani disoccupati, in quanto per essere assunti dovrebbero pagare; gli operai occupati, poichè vedrebbero negati i loro diritti sindacali e democratici e i piccoli imprenditori locali subfornitori, i quali sarebbero costretti a chiudere qualora si sottraessero al pagamento di tangenti, gli interroganti chiedono di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario accertare se corrisponda al vero il fatto che i giovani che vogliono essere assunti alla Honda devono prima pagare cospicue tangenti e poi impegnarsi a non iscriversi e a non simpatizzare per il sindacato FIOM-CGIL; se non ritengano opportuno accertare se corrisponda al vero il fatto che alcuni dirigenti locali della Honda sono azionisti occulti di aziende subappaltatrici, le quali sarebbero favorite nell'affidamento delle commesse; se non ritengano necessario accertare se corrisponda al vero il fatto che le aziende subfornitrici della Honda siano costrette a pagare tangenti ai dirigenti locali della Honda per avere commesse e affidamento di lavori; se non ritengano necessario accertare se corrisponda al vero il fatto che un dirigente locale della Honda abbia convocato e rimproverato i titolari di alcune aziende subfornitrici perché si erano permessi di incontrarsi nel marzo del 1997 con il sottosegretario Macciotta in occasione di una visita di quest'ultimo in Atessa; se non ritengano necessario accertare se corrisponda al vero il fatto che un dirigente della Honda abbia obbligato un titolare di un'azienda subfornitrice di Casoli a non far concludere un convegno ad un rappresentante delle istituzioni a lui non gradito; se non ritengano necessario intervenire affinché in una azienda che ha ricevuto e deve ricevere finanziamenti pubblici non si attuino forme di ricatto verso aziende subappaltatrici e non si assuma attraverso il pagamento di tangenti.
(4-15798)

Interrogazione a risposta orale
http://www.scribd.com/doc/14082751/Interrogazione-a-risposta-orale
Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale e di grazia e giustizia. - Premesso: che la Honda-Italia Industriale spa ubicata in Atessa (Chieti), rappresenta una realtà economica molto importante nella Valle del Sangro sia per le possibilità d'impiego che essa ha offerto ed offre, anche attraverso l'indotto, a migliaia di lavoratori, sia per il reddito prodotto, sia, ancora, per il grande contributo che essa dà alla crescita di una cultura industriale nella stessa valle; che subito dopo un accordo stipulato tra aziende e organizzazioni sindacali nel 1996 purtroppo i dirigenti della Honda-Italia Industriale hanno svolto una "scientifica" attività antisindacale; che questa attività ha prodotto i propri effetti già nelle elezioni per il rinnovo della RSU aziendale del maggio 1997: la FIOM-CGIL è scesa da tre a due rappresentanti e la maggioranza assoluta dei componenti è stata conquistata dalle altre organizzazioni sindacali; che tale attività antisindacale ha portato, inoltre, a lacerazioni e a divisioni fra i sindacati, con la FIOM da un lato e la FIM e la UILM dall'altro; che nei primi mesi del 1998 i dirigenti della Honda sembra abbiano messo in atto una intensa opera di intimidazione nei confronti di lavoratori iscritti alla CGIL, ad esempio autorizzando la FIM e la UILM , nel mese di marzo, a svolgere la loro assemblea in contemporanea a quella già precedentemente indetta dalla FIOM, ed hanno invitato gli operai, soprattutto i giovani assunti a tempo determinato, a disertare l'assemblea della FIOM-CGIL ed a partecipare a quella promossa dalle altre organizzazioni sindacali; che il 24 marzo 1998 il segretario provinciale della FIOM di Chieti ha denunciato che all'interno dell'azienda Honda: "vengono sempre più violati i diritti dei lavoratori, i quali vengono intimiditi, soprattutto se si tratta di giovani con contratto a termine o a tempo determinato"; che alla fine marzo 1998 il contrasto tra i sindacati è ormai acuto e la responsabilità dell'azienda nel determinarlo è tale da spingere l'onorevole Saia a presentare una interrogazione parlamentare; che nel maggio dello stesso anno il contrasto tra dirigenti della Honda e quelli della FIOM-CGIL si accentua tanto che il segretario provinciale del sindacato dichiara che "l'attuale gruppo dirigente della Honda di Atessa è inadeguato rispetto alle problematiche, soprattutto sotto l'aspetto politico"; che nonostante l'interrogazione parlamentare dell'onorevole Saia e la denuncia dei dirigenti della CGIL provinciale l'azione antisindacale dei dirigenti della Honda sembra continuare: molti operai sarebbero stati invitati a disdire l'iscrizione alla FIOM-CGIL, spesso attraverso minacce di vario genere, compreso il licenziamento, o attraverso la promessa di un miglioramento della posizione lavorativa, di premi di produzione o addirittura attraverso regali di moto o di attrezzi agricoli; che in seguito a due interrogazioni parlamentari, nell'estate 1998, molti dipendenti dell'azienda Honda sono stati interrogati da ispettori del lavoro onde accertare lo stato delle cose; che durante la visita degli ispettori del lavoro e nel periodo di tempo immediatamente successivo, i dirigenti della Honda avrebbero sospeso la loro opera intimidatoria ed antisindacale, che sarebbe ripresa però, nell'autunno scorso, intensificandosi via via fino a culminare nella sospensione prima, (il 31 marzo 1999) e nel licenziamento, poi, (il 7 aprile 1999) di un rappresentante sindacale della FIOM-CGIL, membro della RSU dal settembre del 1983, e a questo incarico riconfermato il 5 marzo 1997; che la FIOM-CGIL , in data 16 aprile 1999, si è opposta al licenziamento del suo rappresentante presentando ricorso alla magistratura, accusando Honda-Italia Industriale spa di condotta antisindacale, ex articolo 28 dello Statuto dei lavoratori; che il segretario provinciale della FIOM-CGIL ha accusato l'azienda Honda di aver agito solo per motivi politici e antisindacali; il direttore dell'associazione degli industriali sostiene, invece, che tali accuse sono senza fondamento; a tale polemica i giornali locali hanno dato a lungo ampio risalto; che la condotta antisindacale dei dirigenti Honda non sarebbe cessata, i dipendenti, infatti, interrogati dagli ispettori del lavoro, hanno accusato l'azienda di intimidazione, di discriminazione e di tentativi di corruzione; che il signor Camillo Di Noro dopo 24 anni di lavoro nell'azienda, con mansioni di operaio di IV livello, in data 3 maggio 1999, è stato destinato a mansioni meno qualificate rispetto a quelle svolte in precedenza; che i dirigenti della Honda sembra esercitino azione di ricatto anche verso le aziende subfornitrici inducendole a licenziare quei dipendenti, assunti con contratto a termine, che risultano iscritti alla FIOM-CGIL o che manifestano idee di sinistra o, addirittura, che hanno rapporti di parentela con iscritti alla FIOM-CGIL o con esponenti politici di sinistra; fatti di questo genere sarebbero avvenuti in un'azienda subfornitrice di Casoli, qualche tempo fa e, di recente, in un'azienda subfornitrice di Santa Maria Imbaro; che nei primi giorni di maggio, infatti, i rappresentanti provinciali della FIOM hanno accusato i dirigenti dell'azienda Honda di "continuare imperterriti a fare pressione di ogni tipo contro i nostri iscritti e membri del direttivo" e li hanno esortati a lavorare seriamente alla soluzione dei problemi; che di fronte agli spostamenti ingiustificati ed ai cambiamenti di mansione messi in atto dai dirigenti dell'azienda, i tre sindacati confederali, FIOM, FIM, UILM, hanno ritrovato l'unità, condannando tali atteggiamenti discriminatori e repressivi; che per lo sviluppo economico e sociale della Valle del Sangro e per il decollo e l'attuazione del Patto Territoriale Sangro-Aventino, il rispetto dell'accordo stipulato tra la Honda e le organizzazioni sindacali nel 1996 è fondamentale; che per l'attuazione di una politica di concertazione fra le parti sociali è necessario che si sviluppino buoni rapporti tra imprenditori e sindacati; che i locali dirigenti della Honda manifestano sempre più difficoltà nella gestione di un'azienda che ha rilevanza strategica: i risultati non corrispondono ai programmi, i rapporti sindacali si sono deteriorati, anche i rapporti con l'insieme delle istituzioni e con le forze politiche locali si sono resi sempre più difficili, tanto che i dirigenti sindacali unitariamente accusano i vertici dell'azienda, di "miopia politica, poca lungimiranza veleni nelle relazioni sindacali all'interno della fabbrica"; che il sindacato rivolge critiche anche alle posizioni assunte dalla Associazione degli industriali: "incapace di ricondurre le aziende a un comportamento consono alla politica della concertazione e di relazioni positive", presupposto per la collaborazione tecnico-professionale che è indispensabile per un positivo sviluppo, gli interroganti chiedono di sapere: se il Ministro competente non ritenga necessario verificare se risponda a verità il fatto che l'esponente della FIOM-CGIL licenziato, di cui alla premessa, sia stato prima provocato da un dirigente della Honda e poi licenziato per aver risposto in modo energico; se corrisponda al vero il fatto che i dirigenti locali della Honda siano a conoscenza del contenuto dei verbali redatti dagli ispettori del lavoro; se risponda al vero il fatto che sia stato cambiato il posto di lavoro e la mansione ai dipendenti della Honda che hanno portato a conoscenza degli ispettori del lavoro comportamenti scorretti dell'azienda; se non si ritenga necessario accertare la corrispondenza al vero del fatto che i dirigenti locali della Honda abbiano operato per indurre i giovani assunti a tempo determinato a votare (in occasione del rinnovo della RSU) per i rappresentanti di determinati sindacati con la promessa di un'assunzione a tempo indeterminato e che, successivamente, gli stessi giovani siano stati licenziati; se non si ritenga necessario verificare se nel comportamento dei dirigenti locali della Honda, non si ravvisi non solo la violazione delle norme della legge n. 300 del 1970, ma anche reati di materia penale, quali le minacce e la violenza privata; se il Ministro del lavoro non ritenga di incaricare il nucleo ispettori del lavoro dei Carabinieri per accertare se nel comportamento dei dirigenti locali dell'azienda Honda non si ravvisino dei provvedimenti repressivi erogati unicamente per motivi politici e antisindacali; se non si ritenga opportuno attivare il locale rappresentante del Governo, il prefetto di Chieti, affinché si faccia promotore di un confronto fra le parti per favorire il ritorno alla normalità con il rispetto delle leggi dello Stato italiano all'interno dello stabilimento Honda; se non si ritenga opportuno operare attraverso gli organi istituzionali preposti, per realizzare un'interlocuzione con i dirigenti della casa madre della Honda giapponese affinché nello stabilimento di Atessa siano ristabiliti la normalità ed il rispetto dei diritti dei lavoratori; se non si ritenga necessario intervenire affinché in un'azienda che ha beneficiato e che deve ancora ricevere finanziamenti pubblici non si distorca l'utilizzo di tali mezzi, non ci siano ricatti e soprattutto che vengano rispettati i diritti democratici dei lavoratori dipendenti; se si ritenga possibile che proprio mentre, lo scorso mese di maggio, il Parlamento ha approvato una legge per riparare ai torti subiti dai lavoratori italiani conseguentemente alle discriminazioni operate da alcune imprese negli anni '50 e '60, e a distanza di 30 anni dall'approvazione della legge n. 300 del 1970 nuove aziende multina-zionali usano metodi repressivi, ricattatori e discriminatori per soli motivi politici e sindacali.
(3-02961)

Dirigenti di Azienda, Lavoratori dipendenti, Reati sessuali
http://www.scribd.com/doc/14099882/Dirigenti-di-Azienda-Lavoratori-dipendenti-Reati-sessuali
Al Ministro di grazia e giustizia e al Ministro senza portafoglio per le pari opportunità. - Premesso:
che durante un pubblico dibattimento processuale, avvenuto nel tribunale di Lanciano, è emerso un fatto gravissimo: una dipendente dell'azienda Honda-Italia Industriale spa sarebbe stata oggetto di violenza sessuale da parte di un suo superiore; che i fatti si sarebbero svolti nel modo seguente: dopo lo spostamento di parte del servizio ricambi della Honda di Atessa a Verona e l'informatizzazione dell'ufficio stesso, il numero degli impiegati era divenuto esorbitante rispetto al lavoro da svolgere in quello stesso servizio; che la dipendente in oggetto, secondo quanto affermato dal suo avvocato, era stata emarginata e non era stata invitata a frequentare i corsi di aggiornamento, la stessa cominciò quindi a temere di essere trasferita in altro settore o addirittura di essere licenziata; che sembra che un dirigente della Honda, conoscendo la situazione di angoscia e di disagio della donna abbia cominciato a telefonarle e a mostrare di interessarsi ai suoi problemi; sembra, inoltre, che le abbia proposto un incontro da tenersi in un luogo non molto frequentato, adducendo a motivo il fatto che non voleva che gli altri dirigenti ne venissero a conoscenza; che la donna avrebbe accettato di incontrarsi con il suo superiore nella speranza di avere chiarimenti sul suo destino all'interno dell'azienda; sembra, invece, che l'uomo abbia approfittato dell'incontro per avanzare proposte di carattere sessuale alla sua dipendente, e che al rifiuto di quest'ultima sia passato alle vie di fatto; che questa vicenda è venuta alla luce perché la donna, rifiutate le proposte non gradite del suo dirigente, ha rivelato al marito l'atto di violenza di cui era stata vittima, gli interroganti chiedono di sapere:
se corrisponda al vero il fatto che una dipendente dell'azienda Honda di Atessa sia stata vittima di soprusi da parte di un dirigente dell'azienda stessa; se qualora i fatti di cui sopra fossero veri se risulti iniziato un procedimento penale nei confronti del dirigente locale della Honda che avrebbe commesso i reati di violenza sessuale e di atti osceni in luogo pubblico, reati perseguibili d'ufficio; se i Ministri in indirizzo non ritengano, utile e necessario predisporre un'indagine al fine di accertare se si siano verificati nell'azienda Honda altri casi simili a quello di cui sopra.
(4-15797)
Risposta del Governo
In merito alla vicenda evocata nel presente atto ispettivo si comunica che è stata interessata, per il tramite della competente articolazione ministeriale, la procura della Repubblica di Lanciano, la quale ha riferito di aver appreso dei fatti in questione tramite la denuncia-querela sporta proprio dall'asserito autore delle
molestie. Quest'ultimo, dirigente aziendale, ha lamentato di essere stato oggetto di ricatto ordito in suo danno dalla dipendente e dal suo coniuge, finalizzato ad ottenere l'assunzione di quest'ultimo. Il relativo processo per tentata violazione privata e tentata estorsione è pendente in appello. La predetta procura ha poi soggiunto che la dipendente dello stabilimento Honda non ha mai sporto querela per molestie sessuali e pertanto nessun procedimento è stato attivato da quell'ufficio. In seguito al processo il tribunale non ha inteso rimettere gli atti all'ufficio della procura, non ravvisando ulteriori fattispecie perseguibili d'ufficio.
Il Ministro della giustizia Diliberto

Interrogazione a risposta scritta
http://www.scribd.com/doc/14102975/Interrogazione-a-risposta-scritta
Interrogazione a risposta scritta 4-04069 presentata da FRANCESCO GIORDANO
lunedì 18 giugno 2007 nella seduta n.171
GIORDANO e ACERBO. -
Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale, al Ministro della solidarietà sociale.
- Per sapere - premesso che: il Signor Massimiliano Travaglini è stato candidato alle elezioni sindacali del 24 aprile 2007 per il rinnovo dei rappresentanti della RSU-RLS metalmeccanici (FIOM-CGIL, FIM-CISL, UILM-UIL, UGL, CISAL) all'interno della Honda Italia Ind.le di Val di Sangro (Chieti); dopo la sua candidatura è stato democraticamente eletto; in data 27 aprile 2007 il signor Travaglini ha ricevuto tre contestazioni disciplinari da parte del direttore dei settori Acquisti-Produzione-Perso nale, Silvio Di Lorenzo; attraverso due di queste il signor Di Lorenzo gli contestava le modalità di volantinaggio sindacale effettuato fuori dallo stabilimento (19 e 20 aprile) che, a suo giudizio: «avrebbero creato un grave danno alla sicurezza e alla sorveglianza dello stabilimento...». Nella terza veniva contestato il contenuto del medesimo volantino sindacale (contenente il programma elettorale) su problematiche che interessavano direttamente i lavoratori: «che avrebbe creato grave danno all'immagine ed offeso e diffamato l'azienda ed i suoi dirigenti e/o collaboratori.»; il signor Travaglini ha inviato successivamente una lettera indirizzata alla Direzione dello stabilimento con le sue plausibili e reali motivazioni, ma la Direzione dell'Honda gli ha comunicato, in un primo momento, la sospensione cautelare di 6 giorni e, in seguito, il licenziamento senza preavviso; i lavoratori dell'Honda hanno scioperato più volte per esprimere la piena solidarietà al proprio compagno di lavoro licenziato arbitrariamente -: se non ritenga che la situazione descritta in premessa non si configuri come una palese violazione dei diritti sindacali da parte dell'azienda; quali iniziative intenda attivare affinché vengano ristabiliti i diritti del signor Travaglini che ha solo e soltanto esercitato legalmente la propria attività sindacale. (4-04069)

Interrogazione a risposta in commissione
http://www.scribd.com/doc/14105778/Interrogazione-a-risposta-in-Commissione
Ai Ministri del lavoro, dell'industria, del commercio e dell'artigianato e di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: da qualche tempo hanno circolato con insistenza notizie stampa su fatti molto gravi che si sarebbero verificati in Val di Sangro (in provincia di Chieti) e che si riferiscono ai criteri per le assunzioni nelle maggiori fabbriche della zona; come già segnalato dall'interrogante in una precedente interrogazione, all'interno di uno dei maggiori stabilimenti della zona, la Honda di Atessa (Ch), sarebbe da tempo in atto una indebita intromissione da parte della dirigenza aziendale nelle dinamiche sindacali, a danno della Fiom-Cgil; è un dato di fatto che, dopo le numerose assunzioni della primavera dell'anno scorso, il quadro sindacale all'interno dell'Azienda sarebbe cambiato così come le politiche e l'organizzazione del lavoro, con aumento degli straordinari, dei salari lavorativi eccetera e ciò in seguito ad un indebolimento della Cgil all'interno della Fabbrica; ma la cosa più grave in tutta la vicenda è il fatto che la procura della Repubblica di Chieti ha avviato un'indagine sulla gestione delle assunzioni in Val di Sangro e sembra che sia stata consegnata ai magistrati una lista di disoccupati accanto ai cui nomi erano riportate le cifre versate da ciascuno e che, da notizie stampa, dovrebbero oscillare tra i dieci ed i tredici milioni, per un affare complessivo di oltre un miliardo; la lista in parola sarebbe stata consegnata ai magistrati da un sindacalista di un'altra grande azienda della zona -: quali iniziative urgenti intenda assumere il Governo per fare piena luce sulla vicenda; se si hanno notizie circa le indagini svolte dalla polizia giudiziaria e dalla magistratura; quali provvedimenti saranno messi in atto nel caso in cui le gravi questioni denunciate dovessero trovare riscontro nella realtà.
(5-04771)

Interrogazione a risposta scritta (3)
http://www.scribd.com/doc/14105658/Interrogazione-a-risposta-scritta-3pdf
Ai Ministri dell'industria, commercio ed artigianato e del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: nei giorni scorsi il segretario provinciale della Fiom-Cgil di Chieti ha denunciato un gravissimo episodio di comportamento antisindacale messo in atto dal dirigente dell'azienda Honda della Val di Sangro (in provincia di Chieti); in particolare il suddetto sindacalista Nicola Di Matteo ha denunciato intimidazioni nei confronti dei lavoratori da parte del direttore ed altri dirigenti dell'azienda i quali, dopo aver autorizzato altre organizzazioni sindacali a svolgere assemblee in contemporanea alla Fiom-Cgil, avrebbe "invitato" gli operai a disertare quest'ultima ed a partecipare alle assemblee delle altre sigle sindacali -: se i ministri interrogati non ritengano opportuno fare un'indagine per verificare se siano veri i fatti denunciati dal segretario provinciale della Fiom-Cgil di Chieti; nel caso che tali affermazioni rispondessero al vero, quali iniziative intenda intraprendere il Governo perché non abbiano a verificarsi casi come quello della fabbrica Honda di Val di Sangro e, in particolare, non si creino indebite e antidemocratiche interferenze di parte padronale nella dialettica tra organizzazioni sindacali, schierandosi a favore di alcune e osteggiandone altre e creando di conseguenza condizioni che tendono a creare divisioni tra i lavoratori e tra essi e le loro organizzazioni sindacali.
(4-16482)

Interrogazione a risposta scritta (2)
http://www.scribd.com/doc/14105396/Interrogazione-a-risposta-scritta-2pdf
Ai Ministri dell'industria, del commercio e dell'artigianato e per il turismo del commercio con l'estero, del tesoro e del bilancio e della programmazione economica. - Premesso: che la Honda-Italia Industriale spa, ubicata in Atessa (Chieti), rappresenta una realtà economica molto importante nella Valle del Sangro sia per le possibilità d'impiego che essa ha offerto ed offre, anche attraverso l'indotto, a migliaia di lavoratori, sia per il reddito prodotto, sia ancora, per il grande contributo che essa dà alla crescita di una cultura industriale nella stessa valle; che i dirigenti locali di questa azienda, come verrà chiarito in seguito, con il loro comportamento rischia di compromettere, la produttività, l'immagine, la funzione economica, sociale e culturale della stessa; constatato: che nel 1973, nell'agglomerato industriale di Atessa, si insediò uno stabilimento commerciale-industriale del gruppo IAPI spa dell'ingegnere Biagini di Bologna, allo scopo di produrre e commercializzare moto Honda, attraverso l'assemblaggio di semi-lavorati importati dal Giappone; che Atessa fu scelta poichè il suo territorio era compreso nell'area di intervento della ex Cassa per lo sviluppo del Mezzogiorno, in tale area, infatti, le aziende che si insediavano potevano usufruire di molte
agevolazioni: terreni e servizi a basso costo, contributi in conto capitale e in conto interesse, sgravi fiscali e contributivi; che l'intento dei titolari dell'azienda, in questo caso specifico, come in seguito emerse, era quello di usufruire delle agevolazioni di cui sopra e di realizzare una struttura, non tanto per la produzione di motocicli Honda quanto per la commercializzazione in Italia e in Europa di motocicli prodotti in Giappone; che verso la fine degli anni ' 70 l 'importazione non autorizzata di pezzi semi-lavorati fu scoperta: una nave che ne trasportava un carico, proveniente dal Giappone, fu bloccata nel porto di Genova ed alcuni dirigenti dell'azienda, per questo e per altri motivi furono arrestati; che nel 1980, in seguito ai fatti di cui sopra, la casa madre giapponese assunse il controllo diretto delle attività produttiva e commerciale dell'azienda di Atessa che cominciò ad operare con l'attuale marchio Honda-Italia Industriale spa; che la nuova dirigenza, pur iniziando a produrre nello stabilimento di Atessa un nuovo modello, il motociclo 125, continuò a perseguire la politica aziendale precedente, quella, cioè, di commercializzare in Italia e in Europa le moto Honda prodotte in Giappone; che per circa quindici anni, infatti, nello stabilimento di Atessa si sono prodotte pochissime moto: fino al 1989 circa 25 mila ogni anno, dal 1989 al 1995, nonostante l'inizio della produzione di scooter, circa 15 mila ogni anno; che è restato sosanzialmente invariato anche il numero degli occupati: circa 190 nel 1975, poco più di 200 nel 1994; che un altro dato che dimostra l'interesse dell'azienda Honda, in questi venti anni (1975-1995), a commercializzare piuttosto che a produrre riguarda la discrepanza tra i bilanci del settore produttivo, sempre in passivo e quelli del settore commerciale, quasi sempre in attivo; che nel corso del ventennio l'azienda Honda ha usufruito di contributi in conto capitale e di prestiti a tasso agevolato per decine di miliardi, nonchè di sgravi contributivi, di contributi per corsi di formazione e di interventi pubblici per cassa integrazione; tenuto conto: che nei primi anni '90, la Honda giapponese ha attuato un processo di decentramento produttivo teso a produrre beni, nel caso specifico motocicli, nell'ambito della stessa area in cui il prodotto è commercializzato; che inoltre, a metà degli anni '90, la stessa azienda, consapevole dei mutamenti che stavano avvenendo in Europa nei settori economico-monetario, industriale e politico, ha deciso (o sembra abbia deciso) di concentrare in Atessa quote produttive nel settore dei motocicli; che nel 1996 la Honda di Atessa, ha stipulato un accordo con le organizzazioni sindacali per un piano produttivo ed occupazionale da attivarsi tra la fine del 1996 e il marzo del 2000; che l'accordo prevedeva, da un lato, l'impegno dell'azienda a investire più di 70 miliardi per ammodernare gli impianti dello stabilimento esistente, per creare nuovi modelli da mettere in produzione, per potenziare la rete commerciale, onde essere più presente sul mercato europeo, dall'altra, prevedeva l'impegno delle organizzazioni sindacali ad una ridefinizione dell'impiego della manodopera, per un migliore utilizzo degli impianti; che la previsione era quella di produrre 225 mila moto ogni anno e di dare occupazione a 760 addetti a tempo indeterminato; un accordo, come si evince dai dati, molto positivo, considerando che fino ad allora le moto prodotte erano circa 20 mila e gli occupati circa 200; che l'accordo prevedeva, inoltre, un forte potenziamento ed un consistente sviluppo dell'indotto, tali da richiedere investimenti da parte delle aziende subfornitrici per un importo complessivo di circa 150 miliardi e per una occupazione di circa 1.500 addetti a tempo indeterminato; al momento dell'accordo, infatti, in queste aziende, gli occupati erano poco più di 200; considerato: che nel corso di questi ultimi tre anni la Honda-Italia Industriale spa ha fatto investimenti per circa 74 miliardi, ha ottenendo, in base alla legge n. 488 del 1992 circa 16 miliardi di finanziamenti pubblici, ed impegnandosi con il Ministero dell'industria a dare occupazione aggiuntiva a 618 addetti; essa ha, inoltre, usufruito delle agevolazioni, di cui alle vigenti leggi, destinate ai corsi di formazione lavoro per circa 500 giovani, con una spesa, a carico delle casse dello Stato, di più di 6 miliardi; che le aziende subfornitrici, a loro volta, hanno fatto investimenti per circa 50 miliardi, ottenendo, in base alla legge n. 488 del 1992, circa 15 miliardi di finanziamenti pubblici ed impegnandosi con il Ministero dell'industria a dare occupazione a circa 800 addetti; le stesse hanno, inoltre, usufruito delle agevolazioni di cui alle vigenti leggi per corsi di formazione lavoro, destinati a circa 700 giovani, con una spesa a carico delle casse dello Stato di oltre 8 miliardi; che nell'ambito del Patto Territoriale Sangro-Aventino sono stati approvati nuovi progetti relativi a tali aziende per un ulteriore investimento di 21 miliardi (di cui 8 a carico dello Stato) con l'impegno a dare occupazione a 150 addetti; verificato: che a distanza di più di due anni le previsioni dell'azienda, di cui all'accordo del 1996, non si stanno realizzando: per l'anno 1998 si prevedevano una produzione di 186 mila motocicli ed una occupazione di 680 addetti a tempo indeterminato; si sono, invece, prodotti solo 146 mila motocicli, ben 40 mila in meno rispetto a quanto preventivato, e l'occupazione è stata notevolmente inferiore a quella prevista. Per l'anno 1999 è prevista una produzione di 225 mila motocicli; se ne produrranno in realtà, secondo le stime dell'azienda 120 mila, mentre circa 100 mila, secondo stime sindacali; che sono stati licenziati circa 200 giovani, assunti con contratto a termine, e sono previsti altri licenziamenti per il futuro; l'organico di addetti a tempo indeterminato è oggi di circa 500 lavoratori, molto al di sotto dei 760 di cui all'accordo; che le aziende dell'indotto stanno subendo riflessi molto negativi, come conseguenza della situazione critica della Honda-Italia industriale, poichè questa, per non ricorrere ad ulteriori licenziamenti, riporta all'interno dell'azienda alcune produzioni che aveva dato o promesso alle aziende subfornitrici; che la flessione delle vendite di motocicli da 50 centimetri cubici, che ha investito la Honda in questi ultimi mesi, ha causato la mancata conferma, come dichiarato da Nicola Di Matteo, della FIOM CGIL provinciale, di circa 300 lavoratori con contratto a termine; tale calo di vendite ha inoltre portato ad un prolungamento del periodo di chiusura dello stabilimento durante il periodo estivo; che la conseguenza per queste ultime non è solo, di non poter assumere gli addetti per cui si erano impegnate con il Ministero dell'industria, ma di dover far ricorso alla cassa integrazione o, addirittura, ai licenziamenti; che in questa situazione tali aziende saranno costrette anche a rinunciare alla realizzazione dei progetti approvati e finanziati nell'ambito del Patto Territoriale Sangro-Aventino; che in breve, il programma produttivo ed occupazionale, di cui all'accordo del ' 96 ha subito un drastico ridimensionamento: circa il 50 per cento in meno della produzione e dell'occupazione (dirette e create dall'indotto); che oggi, infatti, circa il 50 per cento del valore industriale dei componenti delle moto di grossa cilindrata arriva dal Giappone, così come arriva dal Giappone circa il 20 per cento della componentistica per la produzione di moto 125 e di scooter 150, gli interroganti chiedono di sapere: se il Ministro competente non ritenga necessario intervenire, nei modi e nelle forme che valuterà opportune, per verificare perchè, nonostante i cospicui finanziamenti erogati dallo Stato, i programmi e le previsioni di cui all'accordo del 1996, non si siano attuati e realizzati; se non ritenga, il Ministro competente, necessario accertare se i dirigenti locali della Honda abbiano volutamente gonfiato i progetti di investimento al fine di poter ottenere maggiori finanziamenti pubblici; se non ritenga, il Ministro competente, opportuno verificare come siano stati utilizzati i 16 miliardi di contributi pubblici che l'azienda Honda ha ottenuto in questi ultimi anni; se non ritenga, il Ministro competente, utile intervenire per accertare se le importazioni dal Giappone di motori, componentistica e pezzi semi-lavorati siano conformi alle norme e alle leggi italiane, nonchè a quelle comunitarie; se non ritenga, il Ministro competente, necessari agire per fare in modo che questa azienda importante e strategica ai fini dello sviluppo economico e sociale della Valle del Sangro non sia messa in crisi da una cattiva gestione dei suoi dirigenti locali; se si reputi giusto, utile e necessario sostenere la richiesta avanzata dalle organizzazioni sindacali, dalle istituzioni locali, e dalla popolazione che tende a: "creare le condizioni per candidare lo stabilimento (Honda) di Atessa e più in generale l'Abruzzo per nuovi investimenti che consolidino ed aumentino la crescita nel settore delle moto e tentino di aprire progetti nuovi in nuovi settori, a cominciare da quello dell'auto".
(4-15786)

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