Il progetto Dal Molin è illegale. Lo ha stabilito il TAR
Ora lo ha stabilito anche il TAR del Veneto: illegale è il governo USA, illegale è il governo italiano. Hanno ragione i vicentini, e tutti quanti si sono opposti alla costruzione della nuova base militare americana a Vicenza.Il Tar del Veneto ha detto no alla costruzione della nuova base militare americana, perchè i cittadini non sono stati consultati, nonostante la consultazione dei cittadini fosse prevista dal memorandum Usa-Italia, con il quale si era il governo italiano aveva accettato le richieste USA.
Ma non è tutto. Nella sentenza si legge anche che un'altra importante motivazione, sul no del TAR al raddoppio della base militare Dal Molin: sono emersi infatti anche «gravi dubbi sulla Vinca» (la valutazione di incidenza ambientale). In pratica, il TAR ha avanzato forti perplessità sulla corretta valutazione dell'incidenza che la cementificazione e lo sfruttamento di risorse di quel territorio, avrebbe avuto sull'ambiente.
Sono stati smascherati coloro che avrebbero voluto distruggere un territorio, per creare un nuovo avamposto alla guerra permanente. Avevano ragione i cittadini ed i movimenti pacifisti, che vedevano nella costruzione della nuova base, una violazione dell'artiicolo 11 della nostra Costituzione. Avevano ragione tutti i cittadini di Vicenza a temere per i pericoli reali per l'ambiente, che sarebbero derivati dal getto di migliaia di metri cubi di cemento. Ed avevano ragione a chiedere un referendum cittadino, per avere parola e poter decidere delle sorti della proprio territorio.
La lotta dei No-Dal Molin è stata ed è, una lotta contro il tentativo di scippo di un terriorio, che avrebbe favorito un'economia di guerra. Con questa sentenza ai vicentini è stato restituito il diritto ad essere sovrani dell'utilizzo consapevole del proprio territorio. Una sovranità che dovrebbe permettere alla popolazione di potere liberamente scegliere come vivere un determinato luogo.
Certamente non è finita qui, perchè ci sarà chi tenterà di affossare questa sentenza. Ma oggi nutro qualche speranza in più, di vedere ristabilito un ordine realmente democratico in questo nostro malato Paese.




