E' festa dell'unità d'Italia anche a Secondigliano?
Festeggiamenti in grande stile, quest'anno si svolgono per il 4 novembre. Sempre più retoricamente celebrato e spudoratamente festeggiato. Si festeggia una tragica, assurda guerra di aggressione italiana. E si festeggia una virile unità d'Italia.Una unità d'Italia che l'arte oratoria politichese, dice di essere dalle Alpi fino in Sicilia. Ma che invece sembra interrompersi a tratti. Ed una di quelle interruzioni, sembra esserci a Secondigliano, quartiere periferico di Napoli. E mi chiedo se anche a Secondigliano si festeggi quell'unità d'Italia, che si dice completata con la proclamazione della fine della Prima Guerra Mondiale e con l'annessione, entro i patri confini, di Trento e Trieste.
Solo due giorni fa, a Secondigliano sono stati gambizzati 5 ragazzini tra i dodici ed i sedici anni. A quell'età si dicono bambini o poco più, ovunque meno che in quel quartiere ed in qualche altro posto della penisola, dove l'unità d'Italia sembra interrompersi.
A Secondigliano, essere gambizzati è "roba che succede se si sta in miezz'a via". In miezz'a quella via dove lo Stato non è ancora presente. In miezz'a na via dove si diventa grandi in fretta. Anzi, dove l'infanzia e l'adolescenza sono stadi della vita che non vengono vissuti. E si diventa grandi e degni di rispetto, anche con dei proiettili piantati nelle gambe, che lasciano cicatrici da ostentare come trofei guadagnati in una gara a sapere rimanere in vita.
Nelle strade che attraversano Secondigliano, lo Stato ha posto dei confini. Secondigliano è stato lasciato diventare un ghetto naturale, dove si ergono dei muri invisibili che si oltrepassano a proprio rischio e pericolo. Secondigliano è oggi uno sterminato quartiere di 55.000 abitanti, lasciato a sé stesso e di cui ci si ricorda solo quando un fatto di cronaca appare più efferato di altri.
Un quartiere-nazione, dove a succedersi al "governo" sono clan di camorra "eletti" a colpi di pistola. Un piccolo Stato dove non si sceglie di rispondere alla legge della criminalità, lo si fa e basta. Perchè in quelle strade l'unico codice realmente in vigore è quello della criminalità organizzata.
Lo Stato, in posti come Secondigliano non c'è. Quando Capi di Stato, Presidenti del Consiglio, della Camera o del Senato, Ministri e rappresentanti dello Stato di ogni sorta vorranno di nuovo festeggiare l'unità d'Italia, farebbero bene a smettere gli abiti patriottardi e, vestendosi di umiltà, accorgersi che ci sono pezzi d'Italia che sono sempre meno parte di una nazione.




