Appello contro l'installazione in Italia del comando Africom
Nello scorso dicembre, la decisione del ministero degli esteri italiano di ospitare l'Africom (U.S.Africa Command) è passata quasi completamente inosservata.Africom è il comando statunitense per l'Africa con l'obiettivo dichiarato di portare aiuto in quel continente, ma a sostegno "della politica estera degli Stati Uniti". Nel progetto è previsto il sostegno alle unità militari di crisi, alle forze antiterroristiche in nord Africa e la formazione degli eserciti nazionali africani. A questo progetto, partorito nel 2007 dalla mente guerrafondaia e colonialista di Bush, è stato opposto il rifiuto di offrire ospitalità da parte degli stessi Paesi africani.
A quel punto, occorreva trovare una base operativa in una nazione vicina al continente africano. La Spagna era stata la prima scelta americana, ma Zapatero ha opposto il suo rifiuto, per la gioia del governo italiano, che ha prontamente offerto la sua ospitalità a centinaia di militari e mezzi da guerra USA sul proprio territorio, e precisamente a Napoli e Vicenza.
Il governo italiano, in pieno stile autoritario ed applicando quel decisionismo che in troppi continuano incoscientemente a reclamare, ha pensato di comunicare questa sua decisione ad alcuni Stati africani, ma ha preferito non informare il Parlamento ed i cittadini italiani.
Contro questo atto assolutamente antidemocratico del governo italiano, è nato un appello di molti studiosi africanisti e di diverse aree disciplinari.
Appello contro l'installazione in Italia del comando Africom delle forze armate USA
Nel Dicembre 2008 il Ministro degli Esteri annunciava un importante accordo dalle pesanti ricadute in politica interna e internazionale: Africom sarebbe stato ospitato in Italia. Pochissimi ne hanno preso atto con la serietà e la preoccupazione che sarebbe stata necessaria, pochi di più ne sanno qualcosa. Non se ne parla affatto, né ne è stato discusso in Parlamento o nelle amministrazioni locali delle regioni interessate, eppure, il nostro Paese ospiterà il comando del Pentagono, coordinato tra Vicenza e Napoli, nella basi operative americane Ederle, Dal Molin e Sigonella; a quest'ultima - come s'è appurato nel 2005 - fa già capo la centrale d'intelligence per le operazioni anti-terrorismo in Africa: un osservatorio di telecomunicazioni e aerei P-3C Orion gestiscono il controllo di un’area compresa tra Golfo di Guinea e Corno d’Africa e ora sopraggiungeranno altri soldati (750), armamenti e logistica. Alex Zanotelli e la sua rete stanno facendo molto per sensibilizzare la cittadinanza circa i modi in cui una decisione di tale importanza sia stata presa senza alcun riguardo per le Istituzioni: noi, in qualità di studiosi, invitiamo a prendere in seria considerazione le implicazioni di un simile accordo.
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