Visualizzazione post con etichetta Napolitano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Napolitano. Mostra tutti i post

giovedì 8 ottobre 2009

Il Lodo Alfano è incostituzionale. Noi lo sapevano già.


La Consulta si è finalmente espressa in merito al Lodo Alfano: bocciato! per violazione dell'art. 138 della Costituzione, per il quale non è possibile fare ricorso ad una legge ordinaria per una legge come il Lodo Alfano; e per violazione dell'art. 3 della costituzione, cioè per violazione del principio di uguaglianza.
In sostanza, la Consulta dichiara che la legge è ancora uguale per tutti (e pure la sua applicazione, nonostante Ghedini) e che se qualcuno vuole superare questo principio, occorre mettere mano alla Costituzione.

Ci sono voluti due giorni alla Consulta, per riaffermare il principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge e giudicare incostituzionale il Lodo Alfano. Due giorni, per un giudizio non scontato ed affermato a maggioranza dei componenti della Corte costituzionale (9 per la bocciatura, 6 a favore del Lodo). Mentre tanti italiani hanno giudicato incostuzionale il Lodo Alfano, subito dopo la sua approvazione. Il presidente della Repubblica invece, lo aveva ritenuto rispettoso della Carta costituzionale, promulgando il Lodo. Affermava Napolitano, allora, che il Lodo Alfano aveva recepito la sentenza n. 24 del 2004 con cui la Corte costituzionale dichiarò l'illegittimità costituzionale Lodo Schifani, che prevedeva la sospensione dei processi a carico delle alte cariche dello Stato.

Napolitano si sbagliava! Ed il risultato di quella scelta del capo dello Stato, potrebbe essere la prescrizione del reato per Berlusconi, relativamente al processo Mills. Napolitano ha risposto in modo sbagliato, a quanti allora - cittadini, alcuni partiti politici, molte associazioni - chiedevano al capo dello Stato di non firmare. Mentre anche allora c'era chi, al contrario, riteneva sbagliato appellarsi a Napolitano perchè "non è giusto tirare il presidente della Repubblica per la giacchetta"; perchè "tanto poi il parlamento ripresenta il DDL e poi Napolitano deve firmare per forza"; e giù con cazzate del genere. La Consulta ha perciò smentito anche Napolitano. Ora si può avere un motivo in più per dubitare del corretto giudizio del presidente della Repubblica, in merito a provvedimenti come lo scudo fiscale o il decreto di modifica del TU della sicurezza sul lavoro.

Intanto potrebbe aprirsi uno scenario politico tutto nuovo. Il governo potrebbe anche cadere e Berlusconi mettere fine alla sua vita politica. Ma l'opposizione è pronta? Sarebbero in grado, i partiti dell'attuale opposizione, di governare oltre il berlusconismo?

Continua a leggere... Read more...

lunedì 5 ottobre 2009

...e allora che il presidente della Repubblica sia nominato per concorso

Lo scudo fiscale, quell'amnistia mascherata nemmeno troppo bene, è un altra dimostrazione dell'arroganza del potere politico. Ed i politici che hanno permesso che l'amnistia diventasse legge, appaiono come i bravi a servizio di un don Rodrigo, che per quel personaggio fanno il lavoro sporco. Ed un semplice cittadino può sentirsi indifeso di fronte a tanta sfrontata arroganza e superbia.

E così doveva forse sentirsi quel signore, che nei servizi dei telegiornali si sente rivolgersi al presidente della Repubblica, per chiedergli di non promulgare lo scudo fiscale. «Presidente, non firmi», chiede quasi supplicando. «Nella Costituzione c’e’ scritto che il presidente della Repubblica promulga le leggi. Se io oggi non firmo, il Parlamento puo’ votare un’altra volta quella legge, e nella Costituzione c’e’ scritto che io sono obbligato a firmare. Chi chiede di non firmare no lo sa», risponde Napolitano che, detto questo, si volta stizzito e se ne va.



Il nostro presidente, sembra si senta come "un vaso di terracotta, costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro" (come Manzoni disse di don Abbondio). Napolitano ha preso la sua mezza soluzione, firmando il decreto, si giustifica della decisione e nessuno è tenuto a commentarla. Ma non si può pensare di fare come don Abbondio, che cerca di persuadere Renzo di quella sua mezza soluzione, credendo che i cittadini siano tanto ignoranti da non sapere niente della Costituzione.

La Costituzione la conosco io (senza la presunzione di sentirmi un costituzionalista), come la conosce immagino quel signore che si è rivolto a Napolitano. So bene che quello che il capo dello Stato ha detto è vero. Ma so anche che il presidente della Repubblica, nella sua funzione di garante della Costituzione, ha il dovere di respingere quelle leggi che possono contrastare con la stessa Costituzione. Non firmare una legge, non è un semplice ed inutile atto formale, ma assume un preciso segnale politico. Di questo mi rendo conto e perciò sono ancora una volta deluso dell'operato di Napolitano. Non firmare quello scempio legislativo, sarebbe stato un segnale forte, che non sarebbe passato inosservato, quantunque il parlamento avesse risproposto lo scudo fiscale così com'è ora.

Mi chiedo che sia ancora possibile contare sul capo dello Stato per difendere, sul piano istituzionale, quello che rimane dei diritti civili e costituzionali. Ma se davvero non possiamo più contare sull'autorità politica del presidente della Repubblica, dobbiamo immaginare una funzione meramente notarile per quel ruolo. E se così è, che senso ha che il presidente della Repubblica venga eletto dal parlamento? Che si faccia un concorso pubblico!

Continua a leggere... Read more...

giovedì 16 luglio 2009

Legge razzista firmata da Napolitano. Ci difenderemo Costituzione alla mano.

Da oggi l'Italia è uffialmente un paese razzista! Con il contributo del Presidente della Repubblica, che ha apposto la sua firma su un testo incostituzionale. Il Capo dello Stato, ha promulgato una Legge che punisce delle persone senza che queste abbiano commesso dei fatti che sono previsti come reati dalla legge. Il testo firmato da Napolitano, viola palesemente il principio costituzionale di uguaglianza, poichè gli italiani saranno puniti per aver commesso un reato e gli stranieri solo per la loro condizione personale.
Il cosidetto pacchetto sicurezza va contro quella Costituzione che Napolitano ha guirato di osservare, e sul rispetto della quale si dovrebbe unire la nazione della quale il Capo dello Stato rappresenta l'unità. Napolitano si è detto perplesso e preoccupato, ma nonostante tutto quella firma l'ha apposta lo stesso, perchè "la legge non poteva essere bloccata" visto che conterrebbe norme "ampiamente condivise in sede parlamentare".

Perciò direttamente al Presidente Napolitano vorrei rivolgermi e chiedergli: ma cosa sta dicendo, signor Presidente della Repubblica, che gli ideali della maggioranza dei parlamentari sono prioritari rispetto ai principi costituzionali? Sta raccontando che la Costituzione italiana viene dopo le ingiustificate paure rappresentate in parlamento? Sta forse dicendo, signor Presidente, che il razzisnmo può essere accettato e diventare legge contro la Costituzione republicana, solo perchè condiviso dalla maggioranza dei deputati e dei senatori?

A lei, signor Presidente Napolitano, tanti cittadini e tante associazioni in questi giorni le avevano chiesto di non promulgare questa legge, che è una vera e propria vergogna. Tutti quei cittadini le chiedevano solo di svolgere i suoi compiti di Presidente della Repubblica italiana. Quelli che la Costituzione le assegna. Ha deciso invece di nascondersi dietro la foglia di fico parlamentare. Ora, affinchè l'Italia non si trasformi nella patria del razzismo legalizzato, non ci rimane che augurarci che siano i cittadini a resistere. Non rimane che imparare a difendersi dalle leggi di uno Stato sempre più pericolosamente autoritario, razzista e violento. Lo faremo, ci difenderemo con l'arma più efficace che conosciamo in questo caso: la Costituzione della Repubblica italiana.

Continua a leggere... Read more...

  © Blogger templates The Professional Template by Ourblogtemplates.com 2008

Back to TOP